Una risposta a Dacia Maraini Dacia Maraini, che è un’ottima scrittrice, ma una pessima ambientalista, un animalista convinta ma una totale inesperta di animali selvatici, ha recentemente rilasciato un’intervista al sito ilcentro.it/abruzzo sul «perché i lupi vanno protetti e non cacciati.» Un’intervista richiestagli, ovviamente, non perché essa sia esperta del problema, ma probabilmente solo perché persona famosa e in grado di influenzare l’opinione pubblica; opinione pubblica che notoriamente ritiene che alla fama di una persona si abbini in automatico un esperienza in ogni campo che la stessa decida, o gli venga richiesto, di dire la propria! Vediamo cosa ha detto del lupo. «Il declassamento del lupo consentirebbe l’uccisione di questo splendido animali.» A parte il fatto che la bellezza non c’entra nulla sulla necessità che lo Stato, la Società e chi per essi debba intervenire per sanare una situazione incontrollabile altrimenti. Ed è il caso del lupo, che ovviamente non va sterminato, né ucciso per piacere, ma solo ridotto di numero per mantenere la sua popolazione in equilibrio con le altre esigenze sociali esistenti nel nostro paese, che non è Yellowstone, né il Canada, l’Alaska o la Siberia dove certi animali possono crescere e regolarsi in autonomia biologica (il grande cerchio della vita che tanti dispiaceri dà agli animalisti, e di cui devono chiedere conto, se mai, al solo Creatore!). «Io sono per il mantenimento della protezione del lupo come specie protetta e in via di estinzione. Penso che abbiamo fatto strage di animali selvatici. Ora basta.» Mantenere una specie animale sotto una forma di protezione non vuole dire impedirne sempre la sua uccisione, ma solo impedirlo fino a quando il suo numero non diventi un problema per il rispetto di esigenze sociali umane, e non mettano a rischio altre specie animali o floristiche. E in Italia il lupo oggi rientra pienamente in questa casistica (lo sa la Maraini, la quale vive anche saltuariamente nel Parco Nazionale d’Abruzzo, che gli stessi cuccioli di orso bruno marsicano possono essere a rischio di predazione da una eccessiva presenza di lupi? – anche se questa ipotetica verità viene sempre tenuta nascosta o ignorata per ragioni di convenienza animalista!). «Il mondo ha una sua armonia, un suo equilibrio ecologico che va rispettato. Altrimenti finiremo per estinguere anche l’essere umano.» Verissimo, ma sempre nelle grandi linee, perché è proprio a causa dell’uomo che si è creato il disequilibrio, e quindi spetta all’uomo cercare di ricrearlo e poi mantenerlo. E ridurre il numero eccesivo di lupi che, appunto rompono questo equilibrio (vedasi sopra il riferimento eclatante ai cuccioli del, questo sì, rarissimo orso marsicano!), un equilibrio che in Italia da millenni racchiude anche la presenza dell’uomo e le sue attività pastorali, che sono alla base stesa della vita dell’uomo. «Ci vogliono conoscenza e consapevolezza. Non andare dietro i sogni di onnipotenza (…) per capire chi deve essere rispettato nella sua complessità.» Ecco, appunto, chi non vuole assoggettare il lupo ad un controllo numerico che lo mantenga in equilibrio naturale (e sociale!) manca di “conoscenza e consapevolezza” e va “dietro i sogni di onnipotenza”! Perché è la presunzione di “onnipotenza” che da una parte spinge alcuni a richiedere la riduzione del lupo, ma è la stessa presunzione di “onnipotenza” a spingere altri non volerne la riduzione… questi ultimi anche con disinteresse e menefreghismo dei danni che i troppi lupi arrecano alla società umana, e anche ai danni alla sua stessa specie (si pensi al rischio di estinzione del Lupo appennino – Canis lupus italicus –, a causa dell’eccesiva presenza di lupi di altra provenienza ed ibridi)! Evidentemente l’animalismo della Maraini la spinge a non dare alcuna importanza a questi aspetti, che sono sociali ma anche scientifici, naturalistici e di rispetto della fauna selvatica originaria. «L’idea antica che l’animale non abbia l’anima e possa essere trattato come un oggetto a nostra disposizione è perversa, superata e arcaica.» Ha mai riflettuto la Maraini sul fatto che su questa Terra NESSUN ESSERE VIVENTE VIVE SENZA UCCIDERE, DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE, VOLONTARIAMENTE O INVOLONTARIAMENTE, ALTRI ESSERI VIVENTI? Ha mai riflettuto che è su questo concetto che si basa la vita sul nostro Pianeta? E che è stato il Creatore a volere questa regola? O crede che per costruire la villa in cui va a passare giorni a Pescasseroli, non siano stati uccisi esseri viventi e arrecati danni all’ecosistema e il paesaggio; per di più avendola costruita abusivamente (non certo da lei che oggi vi abita) su un suolo pubblico e in area protetta? Solo un esempio tra tanti, tra miliardi di esempi simili che tanto danno hanno fatto alla fauna selvatica e alla natura tutta e in tutta Italia… Ma… anche un esempio di COERENZA! «Il bracconaggio è una forma perversa di egoismo umano.» Vero, ma è soprattutto un’illegalità, al pari di chiunque non rispetti la legge, magari anche solo, per egoismo, facendo turismo “ecologico” dove la legge lo vieta. «Per sopravvivere dobbiamo imparare a pensare in termini di “noi”. Per questo sono importanti l’etica, la religione, la politica, la Costituzione e le leggi che ne derivano.» Ecco, appunto, pienamente condivisibile, ma… si legga quanto più sopra! Nel sostenere il controllo e il mantenimento in equilibrio del lupo nel nostro Paese rientra proprio il termine di “noi” citato dalla Maraini. Perché in quel “noi” ci sono anche gli allevatori e ci siamo noi ambientalisti e conservazionisti, sensibili ai danni extra-equilibrio naturale che il lupo arreca avendo superato lo stadio della sua sopportabilità sociale e ambientale (e, anche qui, si legga più sopra!). «Ricordo una foto negli archivi del Comune di Pescasseroli in cui si vedono centinai di lupi uccisi e allineati per terra e, dietro di loro, una fila di cacciatori fieri di quella strage.» Ha mai riflettuto la Mariani che quella fierezza, all’epoca, era certamente non solo dei cacciatori, ma di TUTTI i cittadini di Pescasseroli? Lo sa che a quelle uccisioni parteciparono anche un Presidente (fondatore) e un Direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo? La storia non va mai giudicata col pensiero di oggi! E, si è mai chiesta la Maraini, che magari l’avvenuta sopravvivenza fino ai nostri giorni del rarissimo orso marsicano non la si debba proprio a quelle stragi di lupi? È un pensiero profondo che andrebbe analizzato e di cui tenere non poco conto… a meno di perdere ogni obiettività! «Sterminati i lupi si sono moltiplicati i cinghiali (…) e i cinghiali rovinato le colture molto più dei lupi.» Verissimo. Peccato che i troppi lupi “rovinino” gli allevamenti di animali selvatici su cui si basa gran parte della vita dei cittadini. Quale è la diversità tra una coltura agricola e un allevamento di bestiame? «Il lupo, purtroppo, è diventato un icona.» Vero, ma, purtroppo, un’icona che nasce proprio dal fascino che quest’animale ha sempre influito sull’uomo, nel bene e nel male. «Comunque i lupi non attaccano l’uomo.» Ma se è lo steso Corriere della Sera dove la Maraini scrive, che ha recentemente riportato quei dati sulle aggressioni all’uomo che per decenni erano stati assolutamente negati, come oggi fa ancora lei! Negare una realtà e una verità per difendere una causa anche giusta, non è mai una buona cosa. E se lo fa un personaggio come la Maraini, è anche peggio! «I lupi se ne starebbero tranquillamente nei loro boschi se noi con incoscienza non continuassimo a tagliare gli alberi, a bruciare le foreste, a invadere con cemento i loro territorio.» Verissimo. Ed è proprio per questo che in Italia e nell’Europa centrale in genere non è più possibile mantenere popolazioni di lupi in crescita continua e vanno controllati e mantenuti in equilibrio con interventi riduttivi (il lupo è un superpredatore che non ha (quasi) competitori. In quanto all’invasione del “cemento dei loro territori”, le consiglio di riflettere su quanto citato più sopra in merito alla villa in cui vive a Pescasseroli. A VOLTE ESSERE COERENTI DIVENTA DIFFICILE! «Viene da sé che i lupi vengano visti come degli alieni incapace di sentimenti e di vita propria. E si troverà normale ucciderli.» Nessuno, almeno al livello governativo, certamente trova “normale” uccidere i lupi. Se si parla di ridurne il numero e si vuole legiferare in tal senso, e solo per mantenerne la popolazione a livello accettabile per la nostra situazione sociale. Non c’entrano nulla i sentimenti (che sono umani) e se i lupi abbiano o meno la capacità di averli: si lasci a filosofi e alle religioni questa materia! Oggi il problema sono più materiali: evitare che i troppi lupi arrechino troppi danni agli allevatori, rischino aggressioni all’uomo, e rischino l’estinzione della sua sottospecie italiana e finanche quella dell’orso marsicano. Lasciando in pace San Francesco, che in fondo è stato la prova provata (ancorché leggendaria, al pari di quella di Cappuccetto Rosso!) che il lupo forse proprio innocente e non aggressivo verso l’uomo non era e non è mai stato! «Se si darà la licenza di caccia, finiranno per farli estinguere.» Cara Signora Maraini, è proprio il contrario. È Non autorizzando gli abbattimenti che si spingeranno i facinorosi e quanti subiscono danni a farlo senza alcun controllo; purtroppo per loro, anche rischiando pesanti condanne penali e finanziarie! Di fatto, quasi una delega dello Stato alla soluzione di un problema che lo Stato non sa risolvere! E la cosa non è giusta in un sistema democratico! A parte poi il fatto che nessuno ha mai scritto o detto che si debba aprire liberamente la caccia al lupo: questa è disinformazione! Oggi si parla solo di abbattimenti selettivi per eliminare gli ibridi e di contenimento della popolazione (come peraltro fanno TUTTI i Paesi del mondo con popolazioni di lupi!). «Gli allevamenti intensivi, in cui si sfruttano gli animali come fossero oggetti sono una cosa indegna.» Come non darle ragione, almeno in questo? Solo che la soluzione che lei propone oltre che essere inattuabile (rinunciare tutti a mangiare carne) è anche contraria al ciclo stesso della vita, come ho già detto. Quindi la soluzione più giusta caso mai è nel: uccidere il meno possibile (nel senso dell’indispensabile) e nel modo meno cruente possibile. E, purtroppo per lei e la sua visione animalista, proprio i cacciatori sono quelli che lo fanno in questo modo. Non per nulla da ambientalista mai stato cacciatore, ma comprensivo verso questa antichissima pratica dell’uomo, e, ben conscio di come tutti gli animali predatori uccidono e sbranano le loro prede, li ho definiti essere gli UNICI Predatori compassionevoli ! Murialdo, 26 Febbraio 2026 Franco Zunino Segretario Generale AIW ———————————————————————————————————————— Se condividi almeno in parte queste notizie e non sei ancora iscritto all’AIW, prendi in considerazione l’idea sostenerne l’attività e le finalità. 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PREDATORI ATTRATTI DAI FRUTTI, NON DALLA FAME»

«Studio scientifico sfata il mito degli animali affamati»

 

Anche per l’Orso marsicano il tempo è galantuomo! Ecco cosa l’Agenzia giornalistica ANSA ci comunica dal Giappone:

«Gli orsi neri asiatici dell’ovest del Giappone si avvicinano ai centri abitati non per fame, ma perché attratti da alberi da frutto su terreni agricoli incolti. A rivelarlo è una ricerca condotta dall’Università dell’Agricoltura e della Tecnologia di Tokyo e dal Centro ricerche della Prefettura di Shimane, pubblicata sulla rivista della Mammal Society of Japan. Lo studio ha analizzato 651 esemplari abbattuti tra il 2003 e il 2018 in Shimane, sia perché considerati pericolosi per l’uomo sia vittime di incidenti stradali, valutandone lo stato nutrizionale tramite tre indicatori: grasso sottocutaneo, viscerale e midollare; parametri che descrivono come gli animali consumano le proprie riserve in caso di scarsità di cibo. I risultati mostrano un chiaro pattern stagionale: il grasso accumulato dagli orsi raggiunge il picco in autunno grazie alle ghiande, principale fonte alimentare pre-letargo, per poi ridursi del 62% nel sottocutaneo e del 39% nel viscerale in primavera. Tuttavia, anche negli anni con scarsa produzione di ghiande, gli orsi che hanno invaso i centri abitati presentavano condizioni nutrizionali ottimali. “Le intrusioni non sono guidate dalla fame, ma dalla presenza di fonti alimentari attraenti”, spiega il professor Shinsuke Koike, ecologo dell’ateneo di Tokyo. Cachi, castagne e altri frutti caduti sui terreni incolti funzionano da richiamo naturale. Di conseguenza, le contromisure più efficaci non riguardano il ripristino degli habitat, ma la rimozione sistematica di questi elementi ‘attrattori’ e il blocco delle vie d’accesso alle aree urbane, dove gli avvistamenti uomo-orso sono in aumento. Gli autori, tuttavia, precisano però che i risultati, validi per Shimane, potrebbero non estendersi ad altre aree con ecosistemi differenti. Secondo i dati ufficiali in Giappone, nel 2025 ci sono state 12 vittime dovute ad aggressioni di orsi, un numero senza precedenti, e oltre un centinaio di incidenti, con decine di persone che hanno riportato lesioni in vari episodi. La maggior parte degli incidenti si è concentrata da aprile a novembre nelle prefetture settentrionali di Akita e Iwate, dove gli orsi si avvicinano sempre più spesso alle aree abitate. Le autorità hanno reagito dichiarando misure di emergenza, incluso lo schieramento di truppe e l’adozione di nuove norme per agevolare l’intervento di cacciatori e forze di polizia nel contenimento degli animali.»

Indirettamente, non è forse quanto Franco Zunino e l’AIW sostengono da decine di anni per spiegare la disgregazione (il noto fenomeno “emigratorio-dispersivo”) della popolazione abruzzese dell’Orso marsicano? Non si è sempre scritto, usando la logica più che la “scienza” (visto che questa ha sempre funzionato male!), che l’Orso marsicano va alla ricerca di quel CIBO FACILE, APPETITOSO E ABBONDANTE a cui da centinaia e migliaia di anni la popolazione si era abituata? E non trovandolo più nell’ambiente naturale (pascoli) o prossimo (zone agricole di fondovalle), come è avvenuto nel breve ciclo di qualche decennio a causa dell’abbandono dell’agricoltura e della pastorizia (quest’ultima anche boicottata dalle autorità, anziché favorirla!)? Ovvio che gli orsi abbiano iniziato ad andare a cercarlo nei pressi dell’uomo, avendo ben appreso, quasi con comportamento geneticamente acquisito dopo generazioni e generazioni, che era l’uomo a fornirglielo e che, quindi, è dove vive l’uomo che bisognava andare a cercarlo, visto che avevano appreso che era l’uomo che coltivava quei campi e che pascolava quelle pecore? Questo è quello che la scienza giapponese ha, indirettamente, stabilito! E, si noti bene, lo ha fatto nel volgere di pochissimo tempo, mentre da noi si è studiato inutilmente il fenomeno per decine di anni per finire di NON CAPIRLO! Forse piuttosto che cercare esperti canadesi e statunitensi, più consoni ad animali e popolazioni viventi in stati di wilderness o quasi, è il caso che li cerchino nel più urbanizzato e antropizzato Giappone, dove, per similitudine, gli orsi vivono in situazioni più simile a quella abruzzese! Forse capirebbero che piuttosto che cercare di far ritornare l’orso marsicano ad un antichissimo e dimenticato stato di wilderness, quindi a cibarsi solo di faggiola, “pancacciolo”, fragole, ramno, rosa canina e cicoria selvatica, è il caso che le autorità riprendano almeno loro a coltivare i terreni in abbandono e magari anche a creare pastorizia ”governativa” (peraltro, creando così anche posti di lavoro!) anziché ostinarsi a chiudere elettricamente pollai, stazzi ed orti, che spingono sempre più gli orsi ad allontanarsi per cercare quelli liberi da questi marchingegni “anti-orso” (più utili per poter così risparmiare sui danni da rifondere e… utilizzarli per le ormai sempre più inutili (per la difesa dell’orso, ma non per gli studiosi!) ricerche di biologia!

Murialdo, 19 Febbraio 2026                                                Franco Zunino

                                                                                   Segretario Generale AIW

 

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