I LUPI SONO TROPPI e lo dicono ormai sempre più persone. Eppure i “pezzi grossi” della lupofologia che ne hanno fatto un tabù, continuano ad inventarsi le spiegazioni stravaganti pur di allontanare ogni decisione che miri alla riduzione del loro numero (che dicono essere di 21.000 in tutta Europa, ma che è una evidente NON verità, se in Italia si parla di soli 3.300 quando sono probabilmente dai 7.000 ai forse anche 10.000: a meno di non voler negare sia la biologia che la matematica!). Prima si erano inventati la tesi, peraltro “scientifica” (ma non perché lo fosse, bensì solo perché stabilita a tavolino dagli studiosi lupofili!) che più se ne uccidono più i lupi crescono di numero. Ora la stessa tesi, la hanno abbinata ad una ricerca di genetica che ha esaminato il genoma (DNA) di circa 200 esemplari di vari paesi d’Europa, la quale avrebbe dimostrato che tutte le popolazioni di lupi sono più o meno inquinate da altri geni (ovvio: di canidi). Ovviamente una scoperta dell’acqua calda, visto che da sempre si sa che il lupo tende ad accoppiarsi con i cani, sebbene poi la reazione genetica tenda a preservare comunque la specie originaria, come è per tutte le popolazioni animali con fenomeni di ibridazione, cosa ampiamente dimostrata da non pochi studi super-partes (tali perché fatti in altre nazioni e in altri tempi). Ma il bello non è questo. Il bello è che secondo questi “scienziati” a causa di questo inquinamento del genoma, più si uccidono lupi più i lupi aumentano la presenza di individui “inquinati”. Tutto da dimostrare, visto che per ora lo hanno solo fatto sulla base del, è vero perché lo diciamo noi! Strano poi che in merito all’inquinamento genetico, almeno in Italia, nonostante le tante se non prove, almeno indizi molto pesanti, che i lupi delle Alpi (specie quelle occidentali) siano quasi tutti di provenienza da liberazioni abusive di individui, della cui qualità genetica nessuno si è mai preoccupato, neppure quando la cosa fu segnalata partire dagli anni ’90 (ipotizzata e quasi provata, introduzione di diversi esemplari nelle Alpi provenzali francesi). Cosa che, si era detto, rischiava di inquinare la popolazione centro appenninica, forse una delle più pure, almeno all’aspetto fenotipico. Si riconosce che in Europa oggi di lupi ce ne sono troppi, ma poi si fa di tutto per impedire che il loro numero venga ridotto, almeno con l’eliminazione il più possibile degli individui palesemente ibridi secondo il fenotipo (visto che non si potranno mai catturare tutti gli esemplari per stabilire geneticamente quali abbattere e quali no). In questa storia salta sempre fuori una totale mancanza di buon senso e di ragionevolezza, e dominano sempre gli scienziati da tavolino e da sacri testi di biologia, pur di impedire che i lupi si debbano uccide, lasciando che crescano a dismisura, che siano o meno ibridi: un lupo qualsiasi pur che ci sia il lupo! Intanto, mentre sempre più cittadini si lamentano della loro eccessiva presenza e dei danni che arrecano, scatenando i media non quando aggrediscono le migliaia di capi di pecore, capre, cavalli e vitelli che da anni subiscono gli allevatori (o i costosi cani da caccia), ma solo quando uccidono… il pony della von der Leyen, il cane “Osso” di Michele Serra, o il cane “Mumù” di un centro recupero per tossicodipendenti abruzzese. Allora i giornalisti si scatenano, e le prede dei lupi fanno notizia. In pratica, sempre l’animalismo imperante e incoerente del nostro paese, dove il costo della loro presenza e protezione lo si carica sui cittadini di serie B: allevatori, pastori e cacciatori!
SALVARE IL LUPO ALL’TALIANA. In una recente intervista, il noto esperto di grandi predatori, il prof. Paolo Ciucci (chissà se ha mai incontrato, in natura si intende, almeno un lupo, un orso o una lince?) ha detto tante cose; se si fosse intervistato un politico sarebbe stato lo stesso: tante cose date per vere solo perché lo ha sostenuto lui. Ad esempio, vero che c’è stato una lupo che da Parma è poi giunto nelle Alpi cuneesi (dove altri lupi lo hanno subito ucciso – chissà come mai lui parla solo di “morte”!); come non dice che un caso isolato è un indizio, non una prova come lui vuole far credere (però gli indizi di una liberazione abusiva in Francia per lui non sono prove; peggio: neppure indizi!); soprattutto non dice che quel lupo non era affatto un lupo appenninico, come stanno a dimostrare le sue fotografie che negano quanto stabilito col DNA (con analisi, spesso molto discutibili! Ma queste cose lui non le dice!). Ha poi detto che l’Unione Europea prima di abbassare il livello di protezione del lupo avrebbe dovuto far fare indagini e analisi da parte degli studiosi della specie (e, si noti bene, per “un certo lasso di tempo”: un classico modo usato dai politici per rinviare a sine die ogni iniziativa). Non per nulla, pur essendo stato per decenni curatore di ricerche e studi sull’orso marsicano, a distanza di decenni, ancora non ci ha detto cosa bisognava e bisogna fare per salvare l’orso marsicano, visto che si continuano a proporre solo nuove ricerche e nuovi studi per scoprirlo (ma non era così fin dal lontano 1970?) e trovare la soluzione. La cosa che meraviglia è anche il fatto che la solita intervistatrice, di fronte al problema ha solo intervistato chi la pensava come lei; eppure sul problema lupo in Italia ce ne sarebbero molti di questi esperti, o almeno profondi conoscitori del problema, i quali sarebbe bene intervistare per capirne la realtà, anziché sentire sempre le solite campane “ufficiali” (come voler stabilire il livello di democrazia di una dittatura o autocrazia, sentendo solo quelli che le hanno create e/o le mantengono!). O di ogni animale si deve considerare esperto solo chi è favorevole alla sua protezione e non già quanti interagiscono con la specie e il suo habitat? O si deve intendere per “basi scientifiche” solo quelle stabilite dai protettori per partito preso? I gestori della fauna non dovrebbero MAI essere condizionati dalla necessità di una protezione, bensì di una gestione: il che può voler dire proibire abbattimenti, ma anche organizzarli. Perché ogni specie cresce e decresce; e ciò che vale in un caso non è detto che debba poi valere nell’altro. Nonostante le tante segnalazioni, saggi, indizi se non prove, che nelle Alpi il lupo sia giunto dalla Francia per liberazione di individui, NESSUNO del mondo scientifico ha mai aperto o proposto un’indagine in merito per capire quanto di vero ci fosse in quelle notizie pur documentate e decisamente indiziarie. Questo perché non poteva essere vero, e non doveva essere vero! Questa è stata la loro reazione; anche di fronte ad una Commissione d’inchiesta del Parlamento francese che ne attestò almeno la probabilità. Hanno stabilito che abbattendo i lupi si de-strutturerebbero i branchi e così, anziché diminuire, i lupi aumenterebbero ancora (però sono contrari agli abbattimenti perché altrimenti il lupo rischia l’estinzione. Ma com’è possibile che rischi l’estinzione una specie che proprio uccidendone alcuni individui aumenta di numero? Qui è questione più di logica che di scienza!). A parte il fatto che ciò accadrebbe solo in Italia, visto che di tutto il mondo siamo l’unico paese dove per principio i lupi non si possono ridurre di numero; mentre dove ciò avviene da SEMPRE i lupi sono in continuo aumento (si veda l’eclatante caso degli USA). E poi, in conclusione, ecco l’ipocrisia del politico mancato: visto che è notorio di come i lupi siano uccisi in gran numero abusivamente da pastori e cacciatori non è il caso che la pubblica autorità intervenga! In pratica, una delega a chi viole le leggi! Che può sembrare una cosa giusta, se non fosse che resta sempre il fatto che un conto è punire l’illegalità, un conto dire che così si risolve il problema, perché quando una popolazione è sovrannumero, sempre in sovrannumero resta fino a quando non si provvede a ridurla di quel tanto che gli studiosi super-partes dovrebbero stabilire (come è sempre avvenuto negli USA, dove non gli animalisti, lupofili e anticaccia gestiscono il Bureau della fauna selvatica, ma studiosi ed esperti super-partes!).
ITALIA: PER OGNI PROBLEMA UNA NUOVA LEGGE! È notorio come uccidere una persona sia un fatto immorale e illegale, e quindi punito dalla legge. Che rubare un pollo, un auto o anche al bancomat, sia un reato e quindi punito dalla legge. Che uccidere un animale protetto sia illegale e quindi punito dalla legge. Che avvelenare un cane o qualsiasi altra forma di vita, sia illegale perché illegale è l’uso del veleno, e giustamente la legge lo punisce. E allora perché si richiede un’altra legge per ottenere la stessa cosa? Lo richiedono quelli di Rewilding Appennines. Ma se un cittadino decide di violare una delle nostre tante leggi, che sia maschio o femmina, che sia sparando o accoltellando, o avvelenando o strangolando, ecc. È mai esistita una legge che impedisce al suddetto cittadino di farlo? Possiamo approvare tutte le leggi che vogliamo, ma nessuna di essere impedirà mai al cittadino incosciente (o cosciente ma per sua scelta), di violarla. Allora perché per contrastare l’avvenuto avvelenamento dei lupi in Abruzzo, anziché andare alla radice del problema che ha spinto la mano ad agire contro la legge, e provvedere, questo sì, con una legge che lo risolva (perché se ci sono leggi che in Italia prevedono forme di indennizzo, di esse non ce ne una che sia veramente giusta, e che quindi sarebbe il caso di emendare!). Invece si pretende semplicisticamente una nuova legge che contrasti l’uso del veleno! Come se fosse sufficiente dire non createvi dei nemici o non lasciate le porte aperte per impedire uccisioni e furti! Il solito modo per non affrontare e risolvere un problema, ma far credere all’opinione pubblica che si sia fatto qualcosa per risolverlo! Se un parlamentare non capisce queste semplici cose, allora forse sarebbe meglio che non si candidi più per il nostro Parlamento e men che meno per quello europeo!
Murialdo, 5 Giugno 2026 Franco Zunino
Segretario Generale AIW
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