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Notizie AIW

In merito all’articolo sui lupi apparso su La Stampa, cronaca di Savona, del 7 dicembre (ma forse anche in altre testate), con ampie citazioni dell’ “esperto del CAI”, Ivan Borroni, in chiara difesa del lupo tanto dal diffondere fake news (perché tali sono molte delle sue dichiarazioni, compresa l’affermazione che fake news le diffondo altri!), ritengo di comunicare le mie seguenti riflessioni, non da “esperto” del Lupo, ma da conoscente dell’animale sì, specie per la sua situazione appenninica e storica degli ultimi cinquant’anni..

1. I censimenti valgono per quello che valgono (e a seconda di chi li coordina!), e spesso danno dati contrastanti addirittura con la stessa biologia riproduttiva del lupo (meglio sarebbero i calcoli su questa potenzialità: che nessuno ha mai fatto, salvo il sottoscritto).

2. L’ “esperto” Borroni magari di lupi non ne avrà mai incontrati, come ha dichiarato, ma i cittadini che li hanno incontrati e fotografati sono  tanti e sono sempre di più, dal cuneese alla Val Bormida: basterebbe parlare con la gente locale per rendersene conto. Ed è quanto meno strano che proprio un “responsabile del gruppo di studio sui grandi carnivori del CAI”, che si presuppone i lupi li vada a cercare, non li abbia mai incontrati!

3. Il fenomeno degli ibridi esiste, ma guarda caso, nel nord esiste solo da quando sono comparsi i lupi nel Piemonte, la cui provenienza è molto discutibile. Soprattutto esiste con l’avvenuta probabile liberazione di individui di fenotipi diversi, in quanto, casi di cani che si accoppiano con i lupi sono rari, e se sono femmine di cane partoriscono a casa loro e non nei boschi; se sono femmine di lupo difficilmente si fanno coprire da maschi di cane (sono gli stessi altri lupi a renderlo quanto meno improbabile).

4. Attacchi di lupi ad armenti domestici sono sempre più frequenti, spesso non segnalati solo perché… non del tutto regolare è la presenza di animali domestici, per cui chi subisce i danni preferisce tenere nascosto il fatto alle autorità (ma non alla gente del posto!).

5. Il ruolo del lupo nel limitare la presenza degli erbivori è un fatto, sebbene spesso più da manuale che non reale, almeno in Europa centro-meridionale, ma ciò non toglie che agli erbivori selvatici, quando può scegliere il lupo preferisca sempre quelli domestici perché più facili da predare (e in questi casi sarebbe il caso che questi animali venissero adeguatamente rimborsati dall’autorità: cosa che invece raramente avviene e quasi mai ai prezzi corretti e comprensivi al 100% di tutti i danni subiti!). In merito, fake news è anche tenere nascoste, sminuire o non divulgare le notizie di aggressioni e danni agli allevatori come avviene quasi regolarmente!

6. Ed ecco la fake news più grossa, quasi da definirsi bugia: gli ultimi attacchi di lupi accertati sono avvenuti negli ultimi decenni in varie parti d’Italia e Francia. Se poi vogliamo parlare di attacchi con predazione e antropofagia su persone (bambini) non sono avvenuti “oltre cento anni fa”, come ha dichiarato l’ “esperto”, ma solo  meno di cinquant’anni fa, in Polonia ed in Spagna ed in India. E chi lo ha accertato non è Franco Zunino o qualche giornalista, ma da 18 veri esperti (uno anche il massimo italiano) del lupo europeo, in una pubblicazione scientifica ed ufficiale del Ministero dell’Ambiente della Norvegia. Ed è quanto meno strano che un “esperto” del lupo non conosca questo studio! E, peraltro, neppure ignorate andrebbero le recenti notizie dell’uccisione di una dona in Grecia (2018), nonché le almeno dieci aggressioni o tentativi di predazione su bambini in Israele (2017) di cui hanno scritto i media, notizie poi poco approfondite, anche con tentativi di smentita (Grecia), o poco diffuse in Italia (Israele)!

7. Il rischio di aggressioni all’uomo è minimo, ma certamente con l’aumento del numero degli animali e dei branchi, rende questa possibilità sempre più… possibile, in quanto messi in branco anche i lupi, come peraltro anche l’uomo, assumono caratteri comportamentali più aggressivi. E con la crescita dei branchi bisognerà se non aspettarsi, almeno preventivare che possa succedere. E c’è un unico modo per evitarlo o ridurre al minimo la possibilità che succeda ancora come, appunto “oltre cento anni fa” (conferma dell’ “esperto”): tenere basso il numero dei branchi e dei loro componenti.

8. Non sono le sue prede selvatiche che “si avvicinano ai centri abitati”, costringendo il lupo “a seguirle”, come ha dichiarato il suddetto “esperto” (non avrebbero ragione di farlo, trattandosi di erbivori); è invece il lupo che ben sapendo che nei pressi dei paesi può trovare animali domestici facili da predare, che si avvicina e frequenta i Paesi (come in Abruzzo lo sta facendo anche l’orso!).

9. Che i lupi presenti in Piemonte non provengano da liberazioni avvenute ormai decenni fa in Francia non è così tanto certo come si vuole far credere, in quanto difficile da dimostrare perché la liberazione fu presumibilmente illegale e quindi tenuta nascosta e mai dichiarata, ma intuibile da tanti fatti che non mi dilungo a ripetere, alcuni anche accertati da una Commissione d’inchiesta del Parlamento francese; tant’e è che la stesa distribuzione dei branchi nelle Alpi occidentali a fronte del “grande vuoto” per anni rimasto a cavallo della Liguria, dove la presenza è sempre stata o assente o sporadica e tale è ancora oggi a fronte invece di una nutrita presenza a cavallo delle Alpi tra Francia ed Italia, ne è, se non la prova, almeno un pesante indizio mai seriamente indagato dagli “esperti”.

10. In quanto alla supposta “certezza” delle indagini genetiche con DNA, basti sapere, per inficiare queste analisi, che per dichiarazione stessa di chi se ne occupa, i campioni inviati negli USA per attestare se il lupi delle Alpi sono o meno lupi italiani (leggasi sottospecie canis lupus italicus) sono stati prelevati da… lupi alpini! Ovvero, dagli stessi lupi sui quali ci sono dubbi sul reale fenotipo! Ovvio che due più due faccia 4!

Per concludere, il lupo va difeso, ma non ad oltranza. Ricordo che l’Italia è L’UNICO PAESE AL MONDO con presenza di popolazione di lupi, dove non si provvede al loro controllo mediante riduzione della presenza. La stessa Francia solo quest’anno ne ha autorizzato l’abbattimento di una quarantina. Abbattimenti di cui si è letto ben poco sui giornali italiani, quasi tutti filo lupofili e quindi attenti a non diffondere provvedimenti che potrebbero dare supporto ai governi che li volessero imitare in Italia (es. Province di Trento e Bolzano e Toscana)!

Se il lupo mi sta bene, non mi sta bene un lupo qualsiasi pur che ci sia il lupo (e non dovrebbe stare bene neanche ai biologi che lo studiano, se si volesse essere seriamente interessati alla sua salvaguardia anche genetica!). Per concludere, una supposta fake news non è tale solo perché così qualcuno la dichiara senza darne le prove!

Murialdo, 8 Dicembre 2018                                                        
Franco Zunino
Segretario Generale AIW
8 dicembre 2018

ENNESIMA FAKE NEWS SUL LUPO NELLE ALPI.

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