Documento sul nucleare

Centrale nucleare e torri eoliche: simbiosi di energia “sporca” e “pulita” – Foto tratta da Internet

Documento ufficiale AIW

L’AIW e il NUCLEARE

(Stesura discussa e approvata dalla “Consulta per la Wilderness”

e successivamente ratificata dal Consiglio Direttivo

con Deliberazione N. 38/2019)

 

LE RAGIONI DEL PERCHÉ L’AIW NON È

APRIORISTICAMENTE CONTRO IL NUCLEARE

QUALE FONTE DI PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA

 

Sull’energia nucleare, ovvero pro o contro la costruzione di nuove centrali per produrre energia elettrica, l’AIW, fin dagli albori della sua costituzione, ha avuto una formale posizione non del tutto contraria a queste centrali (caso mai, se del caso, si potrebbe opporre alla scelta dei luoghi dove costruirle). Posizione assunta proprio all’epoca del disastro di Chernobyl, quando in concomitanza dell’evento, l’AIW si trovò a pubblicare quello che è stato il N. 2 – 1986 della prima serie del Wilderness/Documenti, dedicato alla Val Grande piemontese (non era ancora stato istituito il Parco), allora minacciata dai soliti progetti di dighe per la produzione di energia elettrica.  Il periodico era stato appena stampato quando giunse notizia dell’evento; cosa che, dopo una discussione collegiale agli allora vertici dell’AIW (Franco Zunino, Bruno La Pietra, Germano Tomei), fu deciso di inserivi un documento per spiegare quale fosse in merito la posizione dell’Associazione; documento ponderato, stilato e stampato all’ultimo momento, che, avendo statutariamente l’AIW quale scopo primario la difesa delle vallate e gole fluviali selvagge, non poteva ovviamente sostenere la costruzione di dighe e contemporaneamente essere contraria ai processi di costruzione delle centrali nucleari (allora non si era ancora tenuto il famoso referendum abrogativo). Tra le altre cose in quel documento si scriveva: «Noi vogliamo che sia ben chiaro che la nostra ferma posizione contraria al progetto di sfruttamento idroelettrico della Val Grande non è cambiato dopo Chernobyl: noi non vogliamo l’energia “sporca” di Chernobyl ma non vogliamo neppure quella “pulita” della Val Grande, perché se dell’insalata e del latte abbiamo bisogno (ci si riferiva alla precauzione di non cibarsene diramata dalle autorità dopo gli allarmi sull’arrivo sopra l’Italia della nube radioattiva del disastro nucleare. n.d.r.) per soddisfare le esigenze del corpo, della Val Grande abbiamo bisogno per soddisfare quelle altrettanto imperiose dello spirito. (…) Non vorremmo che per dire istericamente no alla energia nucleare senza dare alle autorità la contropartita di una drastica riduzione dei consumi, spingiamo queste a dare il via a tutti quei progetti idroelettrici che se attuati sconvolgerebbero per sempre le nostre ultime vallate intatte, imbriglierebbero per sempre i nostri ultimi torrenti liberi (non si citava il problema delle centrali eoliche, solari e a biomasse, solo perché all’epoca erano ancora di là da venire! n.d.r.). La responsabilità è la nostra, prima che delle autorità che ci rappresentano e che non fanno altro che cercare di darci ciò che noi gli chiediamo». Fu, quella, la posizione ufficiale dell’AIW che dura ancora oggi, ma che molti nuovi iscritti all’Associazione non conoscono. Succede quindi, e spesso, che quando sul periodico dell’Associazione appaiono articoli che criticano le centrali alternative in quanto dannose per l’ambiente, il paesaggio e le zone selvagge, e le centrali nucleari vengono invece ritenute l’unica soluzione per soddisfare la richiesta sociale di energia elettrica, riducendo lo sfregio del Pianeta, molti credono che questa posizione sia non dell’AIW, ma personale degli autori, i quali la vogliono far passare come ufficiale dell’AIW; ovvero, che inopportunamente venga fatta apparire come posizione ufficiale dell’AIW quella loro personale, mentre invece è effettivamente tale e lo è stata ufficialmente dal 1986 ad oggi.

Per tutte le ragioni suddette, da oggi il presente Documento rappresenta quindi la posizione ufficiale dell’AIW in merito al nucleare e all’energia dallo stesso prodotta; a prescindere dal fatto dell’accettazione comunque delle energie rinnovabili quando esse non impattano sull’ambiente naturale, sugli stati paesaggistici di pregio e non causino ingiustificato consumo del suolo agricolo e/o naturale.

 

Il Documento è basato sui seguenti punti di riflessione:

 

. il pensiero e il comune sentire della gente, pur rivolto all’intento di salvaguardare il Pianeta, sembra disposto ad accettare ogni forma di sfruttamento delle risorse energetiche rinnovabili per la produzione di elettricità,  pur che si opponga al nucleare, e per tale motivo ritenuta “pulita” o “ecologica” senza avvedersi dei danni indiretti che questo sfruttamento comporta per la Natura; ovvero, che per salvare il Pianeta nella sua interezza, si sta correndo il rischio di deturparlo irreversibilmente dal punto di vista geomorfologico, paesaggistico ed estetico;

. lo spirito e la ragionevolezza dovrebbero invece farci comprendere che anche a questa visione antinuclearista di principio bisognerebbe contrapporvi un’alternativa, benché la massa dei cosiddetti “ecologisti” sembri non dare alcuna importanza alla bellezza e integrità dei luoghi e dei paesaggi e ancora meno alla spiritualità dei sentimenti umani; sembrando, ai più, che debba bastare il fatto di avere acqua pulita e aria respirabile per accontentarsi; anche a costo di deturpare paesaggi bellissimi e le poche zone selvagge rimaste (come se l’uomo fosse eterno e, come sta scritto nella Bibbia, “viva di solo pane”, ovvero, anteponendo i valori materiali a quelli spirituali);

. su questo presupposto in Italia è basato il veto assoluto alla possibilità di utilizzare l’energia nucleare per raggiungere il fine di soddisfare le esigenze sociali terrene, e sopperire alla sempre maggiore richiesta di energia elettrica da parte della Società;

. il buon senso ci dice che la richiesta di energia da parte della Società continuerà ad aumentare; pur valutando le energie rinnovabili quali risorse utilizzabili per soddisfare la sua richiesta, vista la loro scarsa incidenza produttiva in contrasto all’enorme danno che arrecano al paesaggio, l’AIW non può che ritenere aprioristicamente un “nemico” le rinnovabili; e ciò pur ritenendo comunque corretto il caso di potenziare la ricerca per il loro sfruttamento, con soluzioni che non debbano però impattare sull’ambiente naturale, almeno quando si tratta di località o beni di alto valore culturale, e certamente assolutamente intoccabili dovrebbero essere le aree protette o sottoposte a vincoli ambientali e paesaggistici;

. una tale posizione, che ovviamente si sposerebbe con le finalità dell’AIW, non è però, purtroppo, ragionevolmente possibile, perché si scontra con la sempre maggiore richiesta di energia elettrica da parte della Società; la stessa svolta green di cui si sente sempre più parlare non può permettersi di fare tali rinunce (è il caso di ricordare che i suoi sostenitori hanno addirittura proposto che proprio i Parchi e le aree protette in genere siano scelti quali siti per la produzione di energia elettrica rinnovabile, proprio in quanto ritenuta, appunto, green: per l’AIW una vera e propria contraddizione in termini);

. il nucleare è spesso demonizzato per principio, senza una vera ragione plausibile (se non il “rischio” di ipotizzati eventi catastrofici: ipotesi che però potrebbe anche essere la caduta di un aereo al centro di Milano o Roma), tanto da giustificare a volte la mistificazione dei fatti pur di far credere che il nucleare sia più dannoso di quello che è stato, e che abbia creato più danni e/o morti di quelli realmente verificatisi (mentre stranamente nessuno ha mai steso l’elenco dei morti – certi ed immediati! – dal cedimento delle tanto “ecologiche” e “rinnovabili” dighe sparse nel mondo: esempi di cui si è avuto recente notizia: Vajont 1.917, St. Francis California 431, Brumadinho Brasile 350, circa 2.500 in Giappone quando fu spazzata via l’intera città di Fujinuma – per un cedimento conseguente al terremoto e tsunami che colpì anche Fukushima. Evidentemente i morti “ecologici” non si contano!);

. a prescindere da quanto finora detto, il nucleare risulta quindi inoppugnabilmente la fonte di energia elettrica più economica, produttiva ed efficiente oggi esistente, nel senso che consente la produzione di una grande quantità di energia elettrica a costi ridotti, anche in quanto a basso impatto ambientale visto che supera di gran lunga ogni altra centrale per la stessa produzione;

. ipocritamente non si ha mai il coraggio di consigliare (o insistere a dirlo) ai politici e ai governi, di provvedere ad una cessazione dell’acquisto di energia elettrica da fonte nucleare dai Paesi stranieri dove essa è prodotta, peraltro spesso da centrali realizzate e funzionanti a pochi chilometri dalle nostre frontiere e a volte anche con il contributo finanziario italiano;

. la vera difficoltà dei cittadini antinuclearisti è infatti quella della coerenza alle proprie idee, specie quando si predica troppo severamente; mentre la coerenza di vita dovrebbe essere IMPRESCINDIBILE quando si enunciano posizioni radicali, ovvero, il minimo comportamentale per un antinuclearista; purtroppo, ci sono seri dubbi che essi lo siano, coerenti;

. è una realtà che gli italiani antinuclearisti non siano affatto coerenti con i loro impegni, il loro lavoro, il loro vivere ed il loro pensiero, visto che non hanno mai, fermamente ed autorevolmente, avanzato la suddetta richiesta ai governi che si sono succeduti dall’epoca del famoso referendum; ovvero, di RINUNCIARE assolutamente ad importare energia elettrica da fonte nucleare dall’estero e di proibire alle società energetiche italiane di contribuire a realizzare centrali nucleari oltrefrontiera (cose che invece avvengono regolarmente e da sempre);

. come minimo, gli antinuclearisti dovrebbero rifiutarsi di accendere computer e cellulari o caricare le proprie biciclette ed automobili elettriche (che richiedono sempre più energia) ed ogni altro apparecchio elettrico, considerato il fatto che, appunto, in Italia gran parte dell’energia (dicono il 10% circa) che utilizziamo ci viene dal nucleare francese, svizzero o sloveno: cosa che invece nessuno si guarda bene dal fare;

. rinunciare a centrali di grande produzione di energia elettrica, quale è il nucleare, e contare solo sulle pale eoliche, i pannelli solari delle centrali fotovoltaiche (come sono oggi, da ritenersi quasi di “vecchia generazione”), è come voler combattere una guerra con le spade, quando già si hanno i cannoni! O usare eserciti di migliaia di uomini per conquistare obiettivi strategici, quando esistono missili intelligenti capaci di colpirli e neutralizzarli con un minimo di danni;

. escludendo il carbone, il petrolio e il gas, ed escludendo anche le centrali idroelettriche e quelle a biomasse ed anche i termovalorizzatori (che, sebbene riescano a produrre grandi quantità di energia a costi accettabili, sono purtroppo estremamente impattanti sullo stato selvaggio dei luoghi naturali e sulle loro risorse naturali, e incidono anche negativamente sulla CO2), non resta che il nucleare con le stesse – e anche maggiori – capacità produttive, tra l’altro riducendo le emissioni di CO2 più di tante altre soluzioni proposte o attuate; quindi, forse, il nucleare è il modo migliore per combattere il cambiamento climatico senza stravolgere ambiente e territori, qualora vengano fugati i dubbi sul discusso dualismo: responsabilità diretta delle azioni dell’uomo o effetti planetari e solari non controllabili da azioni umane;

. sebbene alcuni sostengano che favorire le centrali nucleari significhi favorire le guerre, finora la storia insegna che proprio i potenziali nucleari hanno impedito guerre negli ultimi ormai quasi cento anni (a parte il fatto che il nucleare per fini civili non necessariamente deve portare poi ad un nucleare per fini militari: anche i coltelli sono armi e sono da sempre utilizzati in guerra e/o in faide… ma sono stati utilizzati anche in cucina e in tante attività lavorative; e gli esempi potrebbero essere infiniti, comprese le automobili, spesso anch’esse strumenti – “armi” – da guerra);

. gli incidenti nucleari finora verificatisi, a parte il fatto che secondo anche molti autorevoli esperti sono stati meno catastrofici di quanto spesso fatto credere all’opinione pubblica, si sono quasi tutti verificati in decenni passati e per centrali di vecchia generazione, per cui quello che valeva negli anni ‘70/’80 non vale più oggi, visti i passi da gigante che hanno fatto la scienza e la tecnologia (sarebbe come giudicare la sicurezza dei voli aerei prendendo come metro di giudizio gli aerei dell’inizio o anche solo della metà del secolo scorso!);

. resta il fatto che oggi come oggi il nucleare civile è sempre più sicuro, produce energia elettrica in grande quantità, e l’Italia necessiterebbe di pochi siti (probabilmente potrebbero essere sufficienti per risolvere il problema quelli delle centrali dismesse o riconvertite) per soddisfare la sua richiesta energetica;

. se è vero che i siti nucleari dismessi resteranno fonti di radiazione per tempi lunghissimi, è però vero anche che sono sempre pochi, e tali solo fino a quando il progresso scientifico non troverà il modo di risolvere il problema, come è successo per tutti i fenomeni inquinanti che la Società ha risolto (anche i più gravi e apparentemente irrisolvibili, se non cessando le attività); discorso che potrebbe valere anche per le scorie radioattive, che se oggi sono un rischio è perché proprio gli antinuclearisti hanno sempre impedito di trasportarle nell’unico sito sicuro in Italia (che si era individuato in Basilicata), ottenendo come risultato il fatto che così esse continuano a restare in siti non sicuri o trasportati in analoghi siti all’estero, con notevoli spese per la collettività (e di questo gli antinuclearisti dovrebbero sentirsene responsabili; mentre invece fanno come lo struzzo, semplicemente non parlandone più e non proponendo soluzioni);

. in merito al problema della dismissioni delle centrali termonucleari (che, appunto, certamente è grave ed esiste!), è quanto meno strano che gli antinuclearisti non parlino mai dell’altrettanto grave problema della dismissione delle centrali eoliche e fotovoltaiche, dello smaltimento (non certo meno grave delle scorie nucleari!) dei materiali di risulta, nonché del ripristino (che mai verrà fatto per ovvie note ragioni, anche di spesa!) dei paesaggi e dei luoghi violati dalle stesse: problema prioritario per la politica dell’AIW;

. di tutte le Nazioni del mondo che si sono dotate di centrali nucleari, fa riflettere (deve fare riflettere!) la posizione del Giappone: l’unico Paese che ha subito attacchi nucleari della storia e quindi anche i loro effetti diretti ed indiretti; nonostante questo il Giappone è uno degli Stati con maggiore numero di centrali nucleari attive (16); il Giappone è uno dei Paesi con una situazione economica tra le più floride del mondo, anche e proprio grazie alla grande capacità energetica a basso costo di cui dispone; il Giappone prosegue nel mantenere queste centrali nonostante i rischi (aumentati pure dalla notevole sismicità del proprio territorio) e benché spinto anche a ridurne la presenza in previsione di altre fonti che possano soddisfare la richiesta di energia (integrazione, quindi, e non solo sostituzione: peraltro con la scelta delle altrettanto famigerate centrali a carbone!); ultimo, il Giappone ha grande cura delle sue bellezze naturali e dei valori più spirituali che materiali delle stesse, cosa che difficilmente lo potrebbe spingere a sciuparle per produrre energia, come invece sembrano fare tanti altri Paesi, a partire dalla Germania, più interessati ai valori materiali che spirituali del bene Natura (l’ecologismo spinge infatti ad avere un Pianeta sì “pulito”, non “inquinato”, “ordinato”, ma… tutto soggetto alla manipolazione dell’uomo!). La Germania, è bene ricordarlo, è una delle nazioni del mondo con minor numero di aree selvagge, una Nazione dove le panchine per turisti vengono messe finanche in cima alle montagne! Una Nazione dove i valori estetici e spirituali del bene Natura sono raramente considerati. Forse è proprio questa diversità di valori, che distingue il Giappone dalla Germania, a darci la risposta del perché  il primo accetta le centrali nucleari mentre l’altro le sta sempre più avversando, pur avendone diverse e, ipocritamente, sfruttarle sfruttandole;

. purtroppo, quando si parla di energia elettrica e delle fonti per la sua produzione, quasi mai si tocca l’argomento della necessità che esse siano “sicuramente continuative”, ovvero in grado di produrre energia  per poterne disporre anche nei casi di emergenza, perché, è notorio, non si è ancora trovato il modo di immagazzinare grandi quantità di energia elettrica da tenere come riserve strategiche come si fa con il petrolio! Ed un conto è l’energia per abitazioni civili (si parla quasi sempre solo di questa!), un conto quella per le industrie e le iniziative strategiche: c’è un abisso tra le due necessità! Garantire energia alle industrie (siano esse a scopo civile o militare) è fondamentale per una Nazione, vista l’aleatoria produzione di energia dalle altre fonti cosiddette “rinnovabili”; infatti, escluse le dighe e le centrali a carbone, petrolio o gas, solo quelle nucleari possono assicurare una tale produzione “sicura”): immaginiamo un’ emergenza durante un improvviso calo di vento o di scarsità di radiazione solare!

 

In conclusione, l’AIW ritiene che si debba quanto meno smettere di promuovere veicoli elettrici quale soluzione per la ridurre la CO2, lasciando che sia lo sviluppo della Società a stabilire la loro richiesta sul mercato per la loro funzione e non già quale soluzione indiretta di un problema, col risultato di gonfiare sempre più la necessità di energia elettrica; e che se si rifiuta anche solo l’idea di energia elettrica dal

nucleare, coscienti che attualmente la si stia indirettamente sfruttando, si debbano coerentemente anche spegnere i propri computer e tutti gli apparecchi elettrici che sfruttano tale energia; perché, se anche le posizioni più estreme meritano rispetto, glielo si deve a condizione che chi le predica SIA COERENTE AD ESSE CON IL PROPRIO STILE DI VITA!

Libera, altrimenti, l’AIW di combattere le altre forme di centrali per la produzione dell’energia elettrica qualora queste divengano motivo per la deturpazione dei luoghi naturali selvaggi la cui conservazione è il primario scopo statutario dell’Associazione, e di proporre l’alternativa delle centrali nucleari di ultima generazione  (perché proporre un’alternativa è sempre doveroso quando si richiedono rinunce ad attività necessarie alla Società).

In pratica, dire semplicemente NO al nucleare e nello stesso tempo richiedere la chiusura delle centrali a carbone, a petrolio e/o a gas ed ai termocombustori non è tanto contradditorio, quando SCORRETTO in quanto posizione IPOCRITA. Tanto più se come, conseguenza per sopperire alle carenze energetiche, si promuove la costruzione di sempre nuove centrali idroelettriche, eoliche e solari ai danni di territori selvaggi, ambienti, paesaggi e aree agricole.

Quando, a questa scelta, la politica potrà presentare un’alternativa che sopperisca al bisogno di sempre più energia elettrica senza incidere a danno di territori selvaggi, ambienti e paesaggi (ad esempio, con centrali a fusione nucleare, che non dovrebbero comportare i rischi e problemi del nucleare da fissione) allora anche l’AIW si schiererà convintamente contro le centrali nucleari. Fino a che ciò non succederà, l’AIW non può che essere NON contraria a centrali nucleari di ultimissima generazione, specie qualora costruite in siti non impattanti sui suddetti territori selvaggi, ambienti e paesaggi integri.

 

Ciò per coerenza e rispetto a quella che è la prima finalità dell’AIW

(la salvaguardia dei territori ininterrotti e selvaggi),

con una posizione ragionevole e non preconcetta,

comunque basata sul principio conservazionista

che guida da sempre l’Associazione.

 

Deve essere quindi chiaro che l’AIW non è favorevole al nucleare per ragioni economiche e/o politiche, ma semplicemente perché di tutte le fonti di energia di cui i Paesi si sono o si stanno dotando, quella nucleare è la MENO impattante direttamente ed immediatamente sulle aree selvagge del Pianeta e sui suoi ambienti naturali. Questo è un dato oggettivo inoppugnabile, e questo deve essere tenuto in considerazione dall’AIW proprio in considerazione alla PRIMA e VERA finalità dell’AIW che era e resta quella di impedire la distruzione e/o il depauperamento urbanistico-territoriale delle ultime zone rimaste selvagge, cioè nel senso di zone prive di opere stradali e urbanistiche in genere; tutte opere dannose che la costruzione di ogni altro impianto per la produzione di energia elettrica INEVITABILMENTE comporta per sopperire alla sempre maggiore richiesta di energia elettrica da parte della Società. Forse il vero futuro sarà la fusione nucleare, o si troverà modo di sfruttare meglio la potenzialità del sole (che, peraltro, con buona pace dei sostenitori dello sfruttamento dell’energia solare, è noto come tutto ciò che avviene su quella stella è  una serie continua di reazioni nucleari, continue fusioni del nucleo dell’idrogeno in nucleo di elio che sprigionano enormi quantità d’energia, la cui potenza rimane inalterata per miliardi di anni ed si irradia nello spazio fino a giungere, sotto forma di “energia pulita” sul nostro Pianeta: in pratica, un enorme reattore nucleare extraterrestre!).