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SISTEMA DELLE AREE WILDERNESS ITALIANE

COS’E’ E PERCHE’ UN’AREA WILDERNESS

“Area Wilderness” è il mantenimento di uno stato morfologico e paesaggistico di zone rimaste ancora selvagge nonostante i millenni di civilizzazione e sviluppo che hanno caratterizzato il nostro pianeta. Essa vuole quindi significare, come soggetto territoriale, la preservazione di una situazione ambientale e paesaggistica antica, dove le forme della natura possono evolversi liberamente e senza condizionamenti o interferenze umane; antica anche nel senso che in essa vi si potranno sempre riscontrare le identiche situazioni che vi trovavano i nostri predecessori quando utilizzavano come unici mezzi di locomozione le proprie gambe od ausiliari quadrupedi come buoi, muli, asini e cavalli, e provare pertanto le stesse sensazioni.

L’Area Wilderness è quindi un luogo prevalentemente privo di strade e di moderne costruzioni, e può più comprensibilmente tradursi con “spazio selvaggio”. La denominazione ha origini americane ed è legata ad un concetto di conservazione dell’ambiente naturale, omonimamente definito, che mira alla salvaguardia degli ultimi territori e zone non antropizzati del mondo mediante un duraturo vincolo di tutela.

L’adattamento europeo del “Concetto di Wilderness”, anche se elaborato dall’Associazione Italiana per la Wilderness su ispirazione di quello americano, se ne distingue per una connessione con aree, le quali, benché selvagge ed impervie, non sono mai vergini. Per tale ragione, la tutela dell’aspetto particolare delle aree che vengono designate “Wilderness”, in Italia prescinde dalle tradizionali forme di utilizzazione delle risorse naturali rinnovabili, le quali, quando le aree sono esterne ad un altro tipo di area protetta, possono continuare ad essere espletate, alla sola condizione che si usino metodi compatibili e si effettuino prelievi razionali ed equilibrati.

Un’Area Wilderness non è pertanto un Parco Nazionale, né un Parco Regionale od una Riserva Naturale. Ma un’Area Wilderness può anche essere designata nell’ambito di un Parco Nazionale, o di altra zona riservata alla tutela dell’ambiente, alla sola condizione che ne possegga i requisiti ambientali. In tal caso essa viene de iure  sottratta alla normale vincolistica urbanistica del Parco o della Riserva Naturale e conservata e gestita solo in quanto “Wilderness”.

Le Aree Wilderness come proposte dall’Associazione Italiana per la Wilderness, pur ritenute di terza categoria dalla classificazione internazionale, restano comunque un fatto importante ed unico, che crea non poco fascino verso tali iniziative, anche perché esse sono sempre indicative della presenza di grandi spazi selvaggi: una rarità ambientale che va paragonata ad una specie in via di estinzione.

Con la designazione delle Aree Wilderness, oltre alla tutela dell’ambiente si provvede alla soddisfazione di esigenze ricreative particolari, come quelle che fanno dell’intimo rapporto con la natura ed il godimento di uno stato di equilibrio con essa – e della solitudine come momento di appagamento interiore – dei fattori essenziali per il visitatore più sensibile, fattori strettamente connessi al “Valore Wilderness” dei luoghi; esigenze che solo in tali Aree possono soddisfarsi, le quali possono rappresentare un’esperienza di avventura e di continua scoperta, perché esse vengono a preservare anche questa possibilità, e come stato fisico del territorio e come stato mentale nel loro visitatore.

Fondamentalmente un’Area Wilderness si distingue per il fatto di consentire un uso umano che non divenga mai di massa e quindi rovinoso per l’ambiente e fastidioso per lo stesso visitatore; una limitazione all’uomo fatta non già per negargli il diritto alla frequentazione di luoghi, bensì per migliorarla, affinché divenga di totale appagamento per tutti, riservando ad ognuno il diritto di godere delle stesse situazioni ambientali in identiche situazioni psicologiche.

In Italia un’Area Wilderness può essere designata da qualsiasi organismo, ente pubblico o privato, alla sola condizione che venga preso un impegno di salvaguardia nello spirito e nel rispetto del “Concetto” di conservazione che sta alla base di queste Aree.

LAREE WILDERNESS ITALIANE

Le “Aree Wilderness” designate in Italia sotto l’egida dell’AIW sono giunte al numero di 69 (divise in 109 Settori) per un totale di 53.754,0 ettari. Di esse: il 45,5 % è anche totalmente chiuso alla caccia per divieti preesistenti (24.470,2 ettari); 18 Aree, pari al 25,9 %, sono incluse totalmente o parzialmente in Parchi e Riserve Naturali (13.929,1 ettari).

Al loro interno sono state designate 276 Zone di Tutela Ambientale dove l’ambiente è assolutamente protetto. La loro estensione complessiva è di 25.465,2 ettari, pari al 47,3 %.

Esse sono distribuite in 10 Regioni e 21 Province:

Emilia Romagna (Forlì)
Campania (Caserta, Napoli, Salerno, Avellino)
Liguria (Savona)
Lazio (Frosinone, Latina, Rieti, Roma)
Veneto (Belluno, Rovigo)
Lombardia (Brescia)
Piemonte (Alessandria, Cuneo, Asti)
Friuli Venezia Giulia (Pordenone, Udine)
Abruzzo (L’Aquila)

N.B. Alcune delle Aree Wilderness sono di modesta estensione, ma in tali casi appartengono comunque a più vasti territori rimasti selvaggi. Come buona parte delle Aree Wilderness italiane, esse hanno anche la funzione di instaurare il principio di conservazione su cui sono basate, volto al mantenimento in integri blocchi ambientali degli ultimi spazi del pianeta rimasti selvaggi (non divisi o intaccati da strade od altre linee e strutture antropiche moderne).

Abruzzo

Friuli Venezia Giulia

Lombardia

Campania

Lazio

Molise

Emilia Romagna

Liguria

Piemonte

Veneto

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