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ORSO MARSICANO: SOLITE “BELLE” NOTIZIE DI INIZIO ANNO!

Ci risiamo con il solito comunicato positivista di inizio anno del Parco d’Abruzzo sulla situazione dell’Orso marsicano. Che peraltro fanno sempre da contrasto a quelli drammatici durante l’anno precedente: in pratica, l’ultimo, di fatto, sconfessa gli altri e tutte le campagne allarmistiche di tante sigle ambientaliste. Quest’anno, se non altro non si parla più di 11 cuccioli nati nel 2019, ma di 16: ed è l’unico vera notizia bella e buona. Perché è notorio che la metà e forse più non giungono poi alla primavera. Peccato che a fronte non ci abbiano detto quanti orsi sono morti durante lo stesso anno, tra certi e probabili. E, poi, si fa il solito confusionario cumulo di dati annuali, che frastornano il lettore e danno una visione positiva alla situazione. Tra l’altro si ritiene un “record” (parola che suona, appunto, positiva) la presenza di femmine partorienti fuori dal Parco. Ed anche, la discutibile affermazione che “il futuro dell’orso sta in buona parte nella sopravvivenza delle femmine adulte e nella loro espansione in nuove aree” (frase da interpretarsi così: la prima parte è l’ovvietà trasformata in scoperta; la seconda, che non può che intendersi, fuori dal Parco!): una sconfitta trasformata in successo! Interessante poi la solita scoperta dell’acqua calda (ma quanto ci è costata?), che Franco Zunino aveva già scoperto (a costo zero!) 50 anni or sono: “la densità degli orsi nel Parco (…) è tra le maggiori osservate per l’orso bruno”. Asserzione per anni confutata a FZ e che peraltro sconfessa la precedente sul fatto che la maggior parte della femmine partorienti vivono ormai fuori Parco! In realtà sembra piuttosto un giochino matematico per dimostrare che di orsi nel Parco non ce ne possono stare di più. Stimando infatti una popolazione complessiva di circa 45 orsi, con il loro calcolo se ne piazzano meno di una ventina nel Parco e tutti gli altri fuori. Ed ecco perché il comunicato sembra battere sul tasto che gli orsi stiano bene anche fuori Parco! Devono ben dire qualcosa per giustificarlo; ovvero, si vuole forse  far credere che il Parco è saturo, cosa che invece non è assolutamente vera ed è sconfessata dalla situazione di un tempo quando trovare tracce di orso nel Parco era ovunque una consuetudine! E poi, ecco il venus in cauda, ovvero, il mettere le mani avanti (per chi vuole capire, perché la frase alla massa dei lettori risulta chiaramente strana) per cominciare a far capire che forse sta divenendo necessario l’immisione di esemplari di orso dall’estero: “Non possono neanche essere esclusi difetti genetici legati all’elevato livello di consanguineità degli individui, con conseguente ridotta capacità di sopravvivenza dei cuccioli stessi”! Peccato che  per quanto noto nel mondo della scienza zoologica, la consanguineità non è effetto che incide sulla mortalità dei cuccioli di qualsiasi specie ma, caso mai, SULLA RIDUZIONE DELLE NASCITE! Quindi, se le nascite sono tante come il comunicato annuncia, per quale ragione si dovrebbe migliorare un supposto “difetto genetico”? Addirittura, dovendo, purtroppo per le autorità del Parco, riconoscere infine che è vero che gli orsi vivono ormai soprattutto fuori del Parco, ecco la ciliegina sulla torta quando si afferma che “per una femmina allontanarsi in una nuova area potrebbe essere molto vantaggioso”. Pazzesco! Un ente per la protezione della Natura in un’area protetta che ritiene che per la fauna lasciare l’area protetta è un bene! Esattamente il contrario di quello che da SEMPRE l’ambientalismo va dicendo, ovvero che bisogna costituire aree protette per preservare al meglio le popolazioni faunistiche! E, infine, la chiusura emblematica che sigilla in una botte di ferro la possibilità che mai l’Ente Parco possa provvedere ad incentivare l’agricoltura e la pratica della pastorizia ovina (oggi indiretto “Patrimonio dell’Umanità”!), per non dire di coltivazioni a perdere e greggi pubblici di ovini: “E’ importante anche mantenere l’elevata disponibilità alimentare naturale in tutto l’areale”. Ma se è sempre stata elevata, e, caso mai, sono la mancanza di pascolo ovino e l’eccessiva presenza di cervi e cinghiali a ridurla?

Povero Orso marsicano in che mani sei finito!   

 
Murialdo, 15 Gennaio 2020                                                    
Franco Zunino
Segretario Generale AIW
(primo ricercatore sul campo dell’Orso bruno marsicano)
FOTO di repertorio