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ORGANISMO:

Comune di Mignano Monte Lungo

Comune di San Pietro Infine

Comune di Conca della Campania

LOCALIZZAZIONE:

Comune di Mignano Monte Lungo (Caserta)

Comune di San Pietro Infine (Caserta)

Comune di Conca della Campania (Caserta)

ANNO:1990
ESTENSIONE:1655,0 ettari
ZONE TUTELA:4 Zone di Tutela Ambientali interne per un totale di 714,40 ettari.
REFERENTE: 
LINK:http://www.comune.concadellacampania.ce.it/
Le pendici delle montagne con al centro la cima de La Monna ed il Monte Cesima sullo sfondo.
il Giaggiolo (Iris spp.) del Monte Cesima

Il gruppo montuoso di Cesima appartiene alla piccola catena montuosa che dalle Mainarde si distacca lateralmente dal crinale appenninico per culminare proprio col Monte Cesima (1180 m slm), sua massima altitudine. Appartenente al bacino imbrifero del Fiume Liri-Garigliano, la catena è caratterizzata dal Colle Cannavinelle, dal Colle La Monna e Serra la Spina, nonché dal dominante Monte Cavallo. Più a sud precipita in un incassato vallone oltre il quale prosegue in una serie di colline minori (Colle Spacone la maggiore, 691 m slm) fino a terminare sulla pianura del Fiume Volturno. Vi sono distribuite tutte le fasce vegetazionali montane dell’Italia peninsulare, dalla macchia mediterranea con densi boschi di Leccio, Orniello, Terebinto, Albero di Giuda ed il meridionale Carpino orientale (Carpinus orientalis), ai boschi montani di Carpino nero e Roverella, alla faggeta (qui presente come biotopo isolato dalle restanti foreste appenniniche, anche con alcuni alberi monumentali), alla prateria d’alta quota. Interessante è lo stato di questi boschi d’alta quota formati anche da Carpino nero, Cerro ed Acero opalo con esemplari d’alto fusto anche ultracentenari in via di naturalizzazione a causa di un ultradecennale abbandono che li sta avviando ad una situazione di status originario. Belle foreste di Cerro d’alto fusto, anche con radi alberi di grandi dimensioni, sono presenti nella parte più collinare a sud. Sono presenti specie interessanti della flora, tra le quali la rarissima Orchidea di Lacaite (Ophrys lacaitae), un’insolita estesa stazione di Zafferano giallo (Sternbergia lutea), lo Zafferanetto (Romulea bulbocodium), almeno una stazione di Asfodelina (Asphodeline lutea) e, soprattutto, un vastissimo popolamento (probabilmente il maggiore dell’Appennino per estensione) di Giaggiolo (Iris relicta spp.) la cui esatta determinazione potrebbe portare ad ascriverlo quale specie a se stante secondo un preliminare studio botanico. Presente è anche una sottospecie endemica di Viola calcarata (Viola pseudogracilis subs. cassinensis). Tra gli arbusti degni di interesse va segnalato almeno un popolamento di Lauro-tino (Viburnum tinus) ed una stazione di Pero a foglie di mandorlo (Pyrus amygdaliformis). Faunisticamente è interessante per la presenza del Formicaleone (insolita libellula di montagna) e di un sito di nidificazione del Falco pellegrino (Falco peregrinus). Segnalato è anche il raro Biancone (Circaetus gallicus), presumibilmente nidificante. Di grande importanza è una nutrita popolazione di Testuggine comune (Testudo hermanni) e la presenza della Salamandrina di Savi (Salamandrina perspicillata), recentemente scoperta, nonché della Lepre italica (Lepus corsicanus). Vi sono stati inoltre segnalati il Gatto selvatico, il Lupo, il Capriolo e l’Istrice, e potrebbero infine esservi sopravvissute anche specie quali la Coturnice appenninica e la Martora. Culturalmente e storicamente è interessante notare come la “Montagna Grande” di Cesima, come viene citata nei documenti storici, sia stata uno dei tanti rifugi del brigantaggio postunitario. Culturalmente e storicamente è interessante notare come la “Montagna Grande” di Cesima fosse uno dei tanti rifugi del brigantaggio postunitario (uno degli eventi passati alla storia avvenne appena fuori dai limiti dell’area nella sua parte più meridionale: conflitto del Monte Coppa). Infine, il Monte Cesima è anche rimasto l’integro ed immutato scenario che ha dominato la battaglia di Monte Lungo durante l’ultimo conflitto mondiale.

 

NOTE

L’Area Wilderness è suddivisa nei seguenti Settori: “Montagna Grande” (1990 e 20159 1.080 ettari, Cannavinelle (1997, 2000) 175 ettari, “Luigi Ricci”-Coste di Conca (2018) 400 ettari.

L’Area Wilderness fu inizialmente designata nel 1990 dal Comune di Mignano Monte Lungo su 1.160 ettari (primo Comune italiano ed europeo ad aver designato un’Area Wilderness) e successivamente ampliata in due diverse occasioni dal Comune di S. Pietro Infine, sebbene il Comune di Mignano Monte Lungo decise poi di abrogarne la sua parte tra il 2000 ed il 2003, nel tentativo di realizzare una centrale eolica sulla montagna. Il settore dell’Area Wilderness Monte Cesima di San Pietro Infine fu quindi ciò che per tanti anni restava della iniziale più grande Area Wilderness di 1.310 ettari dopo l’abrogazione della parte limitrofa inizialmente designata dal Comune di Mignano Monte Lungo. Il Comune di S. Pietro Infine nel 1997 designò in Area Wilderness il proprio settore di montagna attorno al Colle Cesima La Ritta, come ampliamento di 150 ettari al settore inizialmente designato dal Comune di Mignano Monte Lungo; a questa prima parte nel 2000 furono poi aggiunti altri 25 ettari, in occasione della designazione della vicina Area Wilderness Monte Sammucro. Per la suddetta ragione nell’elenco del Sistema delle Aree Wilderness Italiane se ne è sempre mantenuta la storica posizione originaria. Nel marzo del 2015 l’amministrazione comunale di Mignano Monte Lungo coinvolta in un progetto di restauro del Castello “Ettore Fieramosca” decise infine di iniziare una politica di valorizzazione turistica del paese e quindi di designare nuovamente in Area Wilderness il proprio settore di montagna in quanto immacolato scenario paesaggistico sul quale si staglia il castello e tutto l’antico borgo di Mignano. In tale occasione a causa di una migliore mappatura del territorio l’area è risultata essere di soli 1.080 ettari contro i 1.160 originari.

Il settore dell’Area Wilderness Monte Cesima designato dal Comune di Mignano Monte Lungo possiede quindi il valore storico di essere stato il secondo in Italia ed il primo di un’Area Wilderness designata da un Comune in Italia ed anche in Europa. Un precedente che ha poi favorito la designazione della attuale lunga serie di tali Aree per decisione di Consigli Comunali di tutta Italia. Essa si dovette all’entusiasmo ed alla tenacia con cui fu presentata all’organismo comunale da parte del Dott. Raffaele Cortellessa, poi Consigliere nazionale e per diversi anni Vicepresidente dell’AIW.

Tutta la montagna di Cesima gode già di una protezione imposta col suo inserimento nella rete Bioitaly della Comunità Europea (SIC Catena di Monte Cesima IT 8010005).

 

INIZIALMENTE DESIGNATA DAL COMUNE DI MIGNANO MONTE LUNGO ED IN SEGUITO AMPLIATA A NORD IN DUE DIVERSE OCCASIONI DAL LIMITROFO COMUNE DI S. PIETRO INFINE, L’AREA E’ SUCCESSIVAMENTE STATA AMPLIATA SUD DA QUELLO DI CONCA DELLA CAMPANIA. DATI, DESCRIZIONI, NOTIZIE E PARTICOLARI RIFERITI ALL’EX SETTORE DELL’AREA WILDERNESS, POI RIDESIGNATO NEL 2015, NONCHE’ RIGUARDANTI I SETTORI DI AMPLIAMENTO DEGLI ALTRI COMUNI DESIGNATARI SONO RIPORTATI E POSSONO ESSERE VISIONATI NELLE PAGINE DELLE ADDENDA ALLE VOCI: Settore “MONTAGNA GRANDE”, Settore CANNAVINELLE, Settore “LUIGI RICCI”-COSTE DI CONCA.