ULTIME SUL PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO

1. Con il solito atto d’imperio (in regola con le leggi, ma non con quelle di una democrazia liberale!) la Giunta della regione Lazio ha “determinato” i confini del proprio settore di area contigua attorno al Parco Nazionale d’Abruzzo. Ora spetterà alla Regione Abruzzo far partire la pratica per la sua definitiva istituzione. Poi la parola passerà alle aule giudiziarie degli eventuali ricorsi che i Comuni o almeno alcuni Comuni potranno presentare. E intanto tutti si potranno rendere conto che i vincoli che erano stati negati ai cittadini da parte delle autorità e dei sostenitori di quest’area contigua, esistono, e ne subiranno le conseguenze. Questa è la democrazia italiana! In Italia è così che si conserva la Natura: con atti d’imperio sui diritti dei cittadini. Infatti dopo 100 (cento!) anni dalla istituzione dei primi Parchi Nazionali, è per questo che i problemi creati dagli stessi alle collettività locali non sono ancora stati risolti e la Natura “protetta” non è mai tale ed è sempre a rischio!  E allora ai cittadini non resta che utilizzare l’unica arma che la politica non gli può togliere: il voto! Togliendolo a chi li ha fregati o a chi non li ha difesi, pensando solo ai propri interessi.

2. Ma tutti questi orsologi che si danno tanto da fare per salvare l’orso marsicano, hanno mai visto in che stato fisico si trova l’amata orsa Amarena? E non gli sorge il dubbio che forse abbia fame, ma proprio fame, e che forse il migliore aiuto da dargli non sia la costruzione di costosissime barriere autostradali e ferroviarie, e cartellonistiche di avviso ai turisti attirati dal loro “amore” per l’orso, ma che forse sarebbe abbattere qualcuno dei troppi cervi e cinghiali o anche qualche pecora o vitello e portarglielo affinché si satolli? O vogliono aspettare che muoia per poi inscenare il solito scandalo mediatico in difesa dell’orso?

3. Al Parco d’Abruzzo sarebbe bene che qualcuno oltre che di matematica (chi ha dimenticato i famosi sempre 11 orsacchiotti nati ogni anno, come se la calcolatrice si fosse inceppata?!) andasse anche a scuola del cosa si debba intendere per democrazia liberale e per diritti costituzionali, visto che hanno stilato un documento in cui paragonano l’indennizzo della fauna ad un indennizzo per incidente stradale! Un confronto improponibile! E si stenta a credere come non lo si possa capire. Ma forse lo si spiega col fatto che, come dicono i proverbi, non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire o che lavare la testa all’asino si spreca tempo e danaro; o che educare alla democrazia le dittatura è tempo perso, in quanto le dittature hanno sempre ampie giustificazioni per motivare le loro regole visto che sempre di regole si tratta. Solo che ci sono regole democratiche e liberali e regole non democratiche ed illiberali! Nel caso della fauna in un’area protetta dove è proibito ucciderla, ancorché per legge statale, partendo dal presupposto che ogni cittadino ha il diritto di difendere i propri beni, considerato che la fauna è ritenuta di proprietà dello Stato e che lo Stato proibisce ai cittadini di controllarla onde difendere i propri beni, lo Stato DEVE (dovrebbe, nel nostro Paese!) sempre e comunque assumersi l’onere del rimborso, e senza richiedere il “possesso di requisiti”, perché l’unico requisito logico, giusto e democratico è il diritto di legittima proprietà del bene! Quindi, nel caso della fauna , o lo Stato assicura il rimborso dei danni sempre e comunque, o lo Stato autorizza gli allevatori a difendere il proprio bene! Questo è il sistema adottato nella libera e democratica America (USA).

4. A Pescasseroli, dei vandali hanno imbrattato e rovinato due delle opere d’arte che l’estate scorsa erano state inserite in una zona di proposta riserva integrale e foresta vetusta, ovvero un luogo da preservare per i suoi valori di biodiversità ma anche di core area dell’Orso marsicano, e che invece è stato svilito prima con interventi (taglio di alberi) per favorire la crescita e espansione del Ramno (di cui il Parco è pieno!), poi come sentiero museale all’aria aperta per, appunto, opere d’arte. Giustamente il Parco parla di vandalismo e di rovina di “capitale culturale e turistico”, solo che si dimentica di dire che i primi vandalismi sono stati proprio il taglio degli alberi per favorire il Ramno e poi l’aver posizionato in un luogo così naturalisticamente delicato delle opere d’arte che dovevano essere esposte nelle piazze dei paese, mentre oggi nei paesi circolano gli orsi, orsi che un tempo vivevano in quel luogo oggi adibito a museo artistico! Addirittura una delle opere d’arte vandalizzate è un albero potenziale sito di nidificazione dei rarissimi Picchio rosso mezzano e Picchio dalmatino. Ma per le autorità del Parco, vandalismo è invece solo quello che alcuni sciagurati hanno fatto sfregiando le opere d’arte! Ma in un Parco Nazionale, non dovrebbe essere considerato vandalismo soprattutto ciò che si fa a danno della bellezza e del valore biologico della natura?

Murialdo, 24 Aprile 2021                                                 Franco Zunino
                                                                              Segretario Generale AIW