Indicata dalla freccia rossa, l’ubicazione del rudere

ORGANISMO:Soggetto privato Associazione Italiana per la Wilderness
LOCALIZZAZIONE:

Comune di MURIALDO

ANNO:2022
ESTENSIONE:0,001 ettari 
ZONE TUTELA: 
REFERENTE: 
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Si tratta di un antico rudere, forse di valore storico, che ha al suo interno un grosso albero di Noce di circa 140 cm di circonferenza. Il rudere potrebbe essere ciò che resta di un’antica cappella, o di un caseggiato agricolo (forse una “grange”) di cui si è persa traccia, salvo per una segnalazione anonima su una mappa napoleonica. Le sue dimensioni interne sono di circa 12 metri per 30, con muri spessi circa 60 cm, fatti con pietre che, almeno in una sezione più conservata, sono fissate a calce.

Note. Si tratta di un rudere facente parte di una più vasta donazione fatta all’AIW da parte della più anziana aderente all’AIW, la Sig.ra Rose Cravea in Martorell, figlia di un emigrante murialdese trasferitosi in America agli inizi degli anni venti del secolo scorso e Nata a Los Angeles (California). All’atto della donazione la signora viveva a Millesimo (Savona), paese della Val Bormida poco distante da Murialdo.

Con lo stesso atto di donazione, anche questo rudere, assieme a 16 Zone di Tutela Ambientale unitariamente denominate “Borgata Pallareto”, è stato dedicato alla memoria del padre della donatrice, Ferdinando Cravea, che di questi terreni e dei loro redditi visse e mantenne la propria famiglia prima di emigrare in California e poi, dopo il suo rientro in Italia a seguito degli anni della famosa crisi del ’29, fino alla sua morte avvenuta negli anni ’50.

Secondo alcuni studiosi locali, i ruderi potrebbero essere i resti di un’antica cappella, o anche una “grangia” (edificio rurale, specie di magazzino per i prodotti delle coltivazioni – granaglie e sementi – realizzati da comunità monastiche e clericali) che documenti del 1700 abbinerebbero alla cappella di Pallareto dedicata ai Santi Giacomo e Filippo. Essendo ubicati al centro di una zona coltivata relativamente pianeggiante, la seconda ipotesi potrebbe essere la più verosimile. Ma, esistendo delle pitture conservatesi nella cappella di Pallareto con riferimenti ad altri Santi, neppure escludersi si può la possibilità di una cappella minore ad essi dedicata. Per la suddetta sua posizione, non deve neppure escludersi che possa trattarsi di un vecchio caratteristico Cascinot per la lavorazione del vino prodotto dalla vigne un temo presenti nelle fasce più a monte oggi ricolonizzate dal bosco ceduo di castagno.