Sahifa fully responsive WordPress News, Magazine, Newspaper, and blog ThemeForest one of the most versatile website themes in the world.

QUANDO LA NATURA SI RIAPPROPRIA DELLA VERITÀ

Sul ritorno del Lupo nelle Alpi
. Comunicato shock: in Francia aperta la caccia al Lupo fino al 21 settembre! Forse la verità si sta facendo strada passo a passo: Norvegia, Svizzera, Spagna e ora Francia. O sono pazzi loro o lo siamo noi. O sono saggi loro o lo siamo noi. Ai posteri l’ardua sentenza, e che la verità si faccia finalmente strada.

. La notizia di cui sopra, che certamente avrà sconvolto tanti “lupofili” italiani, ha trovato anche spazio sulla stampa italiana. La cosa interessante è che il quotidiano torinese LA STAMPA ha per la prima volta ventilato o, meglio, fatto capire, che forse questi lupi non abbiano origini italiane, ma francesi. Ovviamente un ennesimo comunicato stampa è stato diffuso in merito anche dall’AIW.

Ci hanno provato in mille modi e ancora ci provano, con articoli giornalistici, ricerche, autorevoli prese di posizione a confermare fatti mai provati, tutte iniziative volte a mantenere alta quella cortina di fumo sulla verità. Il problema è che la verità si sta facendo sempre più strada da sola ed i fatti che la dovrebbero chiarire è che i lupi sono sempre di meno là dove si vorrebbe e sempre di più là dove non si vorrebbe.
Il riferimento è all’ormai annosa polemica del ritorno naturale del Lupo nelle Alpi, dove, mentre il focolaio francese è sempre più attivo tanto da aver portato la popolazione del Lupo sul quel versante a diverse centinaia di esemplari (si è letto di almeno 200), nell’anello mancante di congiunzione rappresentato dalle Alpi ed Appennino ligure le segnalazioni restano sempre o nulle o sporadiche (e si parla di un percorso di centinaia di chilometri: oggi l’unico “vuoto” esistente nella fantomatica linea che dalla Calabria giunge alla Valle d’Aosta!). Un mistero nel mistero per chi si ostina a voler credere al “ritorno naturale” quando la natura stessa dà sempre più segnali a conferma di un “ritorno artificiale”, ovvero da liberazioni abusive avvenute in Francia a partire dagli anni ‘90 del secolo scorso, quelle liberazioni che hanno creato una popolazione di svariate centinaia di lupi a cavallo di Francia e Piemonte e, a confronto, di zero o quasi zero lupi lungo tutto l’arco ligure. Il Lupo appenninico, autoctono, ancora relegato a tutto l’Appennino centrale e meridionale, il nuovo (perché non è noto di quanti fenotipi siano stati gli esemplari liberati, ma prima o poi sarà proprio il DNA sempre più preciso a dircelo) Lupo delle Alpi sempre più florido ed in espansione.
D’altro canto, non si capisce come negli USA da 35 lupi liberati nell’Idaho, in 12 anni siano divenuti oltre 500, mentre in Italia da 100 lupi nel lontano 1970 (ovvero oltre 40 anni!), le “autorità” ne stimino attualmente solo al massimo un migliaio. Misteri d’Italia; e l’Italia è famosa per i suoi misteri!
Intanto il focolaio francese è talmente cresciuto a dismisura che le stesse autorità sono state costrette, a furor di popolo, ad autorizzare l’abbattimento del Lupo fino allo scorso 21 settembre. Una prima azione, che sicuramente sarà poi seguita da altre, su esempio di Norvegia, Spagna e Svizzera. E l’Italia sarà costretta a seguire a ruota se non si vorrà che il governo aggiunga magari una nuova accise sui carburanti per poter sopperire i milioni di euro necessari ad indennizzare i danni dei lupi.
Nel ricordato Idaho, le autorità statunitensi hanno autorizzato il contenimento della popolazione a soli 30 lupi: e si tratta di grandi aree selvagge. Noi pretenderemmo di far vivere migliaia di lupi (secondo una nostra stima, almeno dai 2.000 ai 4.000) tra le case, i cortili ed i campi sulla base della convinzione che essi si cibino solo di cervi, cinghiali e caprioli, mantenendosi relegati nelle sole aree boschive e montane. Ma evidentemente i lupi sono meno fessi di quanto ce li descrivono certi biologi faunistici, ed hanno capito che l’uomo ha infarcito la catena alimentare di ben altri animali più facili da predare: pecore, capre, vacche e vitelli, cavalli, ecc. Quindi, o un’accise o abbattimenti, oppure… un fondo di volontariato impinguato dai “lupofili” italiani – che però da quest’orecchio non crediamo ci sentano molto: meglio far pagare lo Stato, per un bene sociale che, al contrario dell’economia, è sempre più in crescita (ma, con irritazione di chi lo desidererebbe, non nell’arco ligure!).

. Intanto si è appreso che anche attorno allo storico Parco Yellowstone le autorità hanno deciso la riduzione dei branchi di lupi (da 29 a 10). I lupi liberati poco più di dieci anni fa sono cresciuti fino al numero di 1.700. Solo in Italia sembra che i lupi non si riproducano o siano letteralmente sterminati dai bracconieri!