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PERCHÉ L’IDEA WILDERNESS

Un movimento elitario per ambientalisti che al materialismo ricreativo, all’umano ecologismo salutista ed al naturalismo scientifico, antepongono l’interiorità dello spirito ed un’esigenza conservazionistica da non mettere mai in discussione: un’avanguardia che, come tutte le avanguardie, è formata da poche persone convinte e motivate. Quelle che poi i posteri porteranno ad esempio. Intervento fatto all’Assemblea dei Soci (Sora, 9 aprile 2011) dal primo storico Vicepresidente dell’AIW. 

“Come spesso dice Franco Zunino, noi siamo destinati – piacevolmente aggiungo io – a restare minoranza. E’ insito in quello che è il concetto di Wilderness, che è difatti una condizione geografica e uno stato d’animo. La nostra posizione allora non può essere solo “materialistica”, dal punto di vista conservazionistico-fisico – una strada in meno, una ferita in meno -, il nostro deve essere un “atteggiamento” rispetto alla società e rispetto alla politica, che implicitamente ci porta ad essere minoritari; ma io non voglio usare il termine “minoritari”, preferisco la parola “avanguardia”.

“Noi siamo, cioè, coloro che dovrebbero stimolare alla riflessione la nostra civiltà, un’intera società, di destra e di sinistra, la quale, con il suo credo consumistico, cozza con la nostra “spiritualità”, che è una parola di cui non vergognarsi e che non ha solo a che fare con la religione in senso lato. Per cui sostengo che compito dell’associazione sia anche quello di indagare il problema fondamentale della nostra esistenza, cioè sulla possibilità di poter vivere un rapporto con la natura, interiore, profondo, vero.

“Quindi, le leggi, le aree protette, sono tutte cose che uno riesce a tenere insieme, a proporre, in tanti modi e maniere; con il Wilderness Act del 1964, oppure con la “leggina” comunale di oggi, come stiamo facendo in Italia. L’azione di protezione non è la cosa che mi entusiasma dell’Associazione Italiana per la Wilderness; è certo una cosa fondamentale, perché altrimenti le sensazioni non le vivi più… ma attenzione: tante volte il WWF, la LIPU o Italia Nostra hanno salvato il bosco da una strada, hanno protetto molte aree dalla distruzione; una fase “materiale” di protezione che, quindi, hanno svolto in molti.

“Il vero valore fondante della nostra associazione è invece l’approccio diverso all’interpretazione dell’uomo di fronte all’ambiente, ma è anche il concetto del forever wild, che non è espresso dalle altre associazioni e che solo nelle Aree Wilderness d’America ha trovato applicazione.

“Questi gli aspetti che ci qualificano e che, però, ci rendono anche inevitabilmente avanguardia.

“Se non comprendiamo ciò, rischiamo di diventare qualcos’altro; corriamo il rischio di restare delusi, e ciò mi spaventa. Allora, va bene, va benissimo, quello che siamo, se cresciamo come struttura e presenza in maniera equilibrata: ma il problema fondamentale è quello di comunicare all’esterno questi valori fondanti, la cosa rivoluzionaria, vera, perché non si può pensare di vivere in maniera alienante e rassegnarci a combattere in continuazione per la difesa della natura selvaggia…”

di Bruno La Pietra