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Ripristinare la wilderness

“Farlo scorrere di nuovo: il Salmone ritorna nell’Olympic National Park”. “Questo progetto ripristinerà un intero ecosistema nell’ambito di un Parco Nazionale, dalle montagne fino al mare” ha detto il manager del National Park Service che se ne occupa. Quello che deve scorrere è un fiume ed il progetto di cui si parla è relativo allo smantellamento, negli USA, di due dighe lungo il suo corso.

Ancora un esempio che ci viene dall’America su come, nonostante le tante emergenze energetiche e necessità di sviluppo, si pensi anche ai valori biologici, culturali e spirituali della Natura e dell’uomo. Mentre in Italia si costruiscono sbarramenti su ogni fiume e torrente con la motivazione di produrre energia pulita da fonti rinnovabili, negli USA si smantellano dighe e si ripristina lo stato selvaggio dei luoghi. Ancora un altro mondo! Quello che fece sognare gli emigranti dei secoli scorsi e che oggi fa sognare gli idealisti dell’ambiente come Natura.

Nel settembre del 2011 è iniziata l’opera di rimozione della più grande diga mai smantellata nella storia degli USA. Ed il Fiume Elwha sarà di nuovo fatto scorrere! Un fiume lungo oltre 120 chilometri che nello Stato di Washington, dove nasce e scorre per la maggior parte della sua lunghezza nel Parco Nazionale Olympic, va poi a sfociare nello Stretto di Juan De Fuca, che separa la penisola Olympic dalla canadese Isola di Vancouver.
Lungo questo fiume erano state costruite due grandi dighe, una nel 1913, oggi al di fuori del Parco Nazionale, l’altra nel 1927, all’interno del Parco, che però all’epoca non era ancora stato istituito.
Di questo fiume, i nativi della Lower Elwha Klallam Tribe dicono che cento anni fa gli anziani narravano ai propri nipoti che si poteva attraversare semplicemente camminando sulla schiena dei salmoni quando questi pesci lo risalivano per andare a deporre le loro uova lungo il suo corso. Dopo la costruzione delle due dighe la risalita dei salmoni si è progressivamente ridotta e gli effetti negativi si sono fatti sentire sull’intero ecosistema. Difatti, la stima che oggi si fa di quelle risalite è di almeno 400.000 salmoni; un numero che dopo la costruzione delle dighe è sceso a soli 3.000. Con il ripristino del libero scorrimento del fiume si prevede che ci vorranno almeno trent’anni prima che la situazione ritorni alla situazione originaria.
Con una legge approvata e resa esecutiva dal Presidente Bush nel 1992, il Congresso (il Parlamento americano) ha stabilito che quelle due dighe andavano smantellate ed il corso del fiume ripristinato com’era in origine. Grazie all’impegno della National Parks Conservation Association ed al deputato democratico Norm Dicks sono infine stati trovati i milioni di dollari necessari. Intanto i volontari della NPCA si sono impegnati nel programmare sia l’opera di smantellamento e di ripristino del fiume, sia l’eliminazione delle specie aliene di pesci che vi erano state introdotte. Alla fine i lavori di smantellamento vero e proprio sono stati iniziati nel settembre 2011, con una previsione che il fiume ritorni a scorrere liberamente per il 2014.
Non era mai successo prima! “Si tratta della rimozione della più grande diga mai effettuata in America”. In effetti non sono le prime dighe ad essere state smantellate in quel Paese, ma queste sono le più grandi di tutte. La prima, Elwha Dam, è alta 32 metri e lunga 137; la seconda, Glines Canyon Dam, è alta 64 metri e lunga 82.
Lungo il fiume 130 specie di animali acquatici e terrestri vivono cibandosi direttamente dei salmoni o delle loro carcasse, tra le quali orsi neri ed aquile dalla testa bianca. Le specie di salmoni che risalgono il fiume ed i suoi tributari sono diverse, tra le quali i cosiddetti “pink”, “chinook”, “coho” e “sockeye”.
Ma quali sono gli effetti sulla società di questa mastodontica opera di smantellamento? Eccoli. Dal punto di vista della produzione di energia elettrica, le due dighe generavano solo 19 megawatt contro i 500 megawatt di una media centrale a carbone. A livello nazionale le due dighe nel 1940 provvedevano al 40% dell’elettricità nazionale; ora solo più al 7-10%. Lo smantellamento costerà agli USA 325 milioni di dollari, che saranno spesi in circa 2 anni e mezzo. Saranno coinvolti 760 lavoratori durante l’opera di smantellamento, mentre 446 troveranno lavoro nelle successive attività ricreative e turistiche. I benefici economici per i prossimi 100 anni saranno di 365 milioni di dollari in totale, dei quali 318 milioni di dollari da ricreazione e turismo, 37 milioni di dollari dalla commercializzazione del pescato, 10 milioni di dollari dalla pesca sportiva.
Queste due dighe si aggiungeranno alle già 241 smantellate dal 2006 in tutti gli USA.
Ecco, questo è il sogno americano dopo quello del Wilderness Act. Con questa legge si sono vincolati in modo assoluto oltre 40 milioni di ettari di territori selvaggi. Con gli interventi di ripristino ambientale come quelli descritti (ma altri sono già in cantiere, e tra questi il ripristino di tante parti delle paludi drenate in Florida, che saranno accorpate alle pur già non poco vaste paludi delle Everglades) si fa finalmente ammenda di tante opere con le quali proprio la natura selvaggia è stata devastata, dalla ormai storica diga Hetch Hetchy che ha stravolto la vallate gemella della Yosemite e che fece morire quasi di crepacuore John Muir, alla mastodontica Glen Dam che ha sbarrato a monte il Grand Canyon allagando quello che è certamente il più vasto ramificato canyon del mondo. Non sono lontani i tempi che lo smantellamento di queste opere (smantellamento di cui già oggi si parla) seguiranno a quello delle dighe sull’Elwha River. Un sogno americano che farà da apripista al mondo intero, per un mondo migliore che provveda anche a sanare le ferite inferte dall’uomo per soddisfare la propria ingordigia ed il suo miraggio di una crescita economica senza fine.

di Franco Zunino