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ORGANISMO:

Comune di Castelletto d’Erro

LOCALIZZAZIONE:

Comune di Castelletto d’Erro (Alessandria)

ANNO:2018
ESTENSIONE:15,0 ettari
ZONE TUTELA:

Zona di Tutela Ambientali interne da stabilirsi.

REFERENTE: 
LINK:http://www.comune.castellettoderro.al.it/
Il paese di Castelletto d’Erro, dominante su una collina dell’alto Monferrato.

Comprende uno dei tanti profondi burroni che caratterizzano la regione collinosa dell’Alto Monferrato, che separano la Valle Bormida dalla Valle dell’Erro. Qui ha origini il corso del Rio dei Cotti affluente del Fiume Erro, a sua volta della Bormida e poi del Tanaro ed infine del Po. Scavato tra profonde pareti di marna grigia, sormontate da fasce boschive di specie tipiche delle basse colline piemontesi, con prevalenza di Roverella, Carpino nero e Castagno, scarsamente utilizzate proprio per l’impervietà dei luoghi, praticamente tutti mantenuti a ceduo, sebbene qua e là siano rimasti alcuni alberi d’alto fusto ed anche NOTEvoli per dimensioni. Lungo il corso del rio crescono alberi di specie autoctone e tipiche di questi luoghi umidi ed ombrosi. Un luogo di “terre dimenticate” e scarsamente frequentate, ma di valore incomparabile come piccolo relitto di wilderness italiana, di grande biodiversità e d’aspetto estremamente selvaggio e praticamente inaccessibile ai più: vero angolo di “giungla” nostrana causata dall’abbandono della coltivazione boschiva dei suoli e dalle continue frane che li caratterizzano che interrompono il passaggio nel fondovalle con caduta di alberi e loro accumulo. Interessante la presenza di diversi alberi monumentali e/o alto fusto di Pioppo bianco e quella del Carpino bianco. Tra la flora minore si evidenzia la Felce maschio, tipica di luoghi montani e qui presente per un fenomeno di inversione climatica. Abbondante anche la fauna nidificante di uccelli silvani di numerose tipiche specie a frequenza agro-forestale, compresa la sempre più rara Tortora ed il Rigogolo.

                       

NOTE

Si tratta della seconda Area Wilderness designata con deliberazione comunale, ma estesa su suoli tutti appartenenti a privati, i quali, però non si sono opposti a che il burrone sia stato così classificato e tutelato, anche e proprio per il legame degli stessi con il mondo rurale di quelle colline, un concreto segno di apprezzamento culturale per la loro terra. Sintomatica, infatti, anche la scelta del nome dato all’Area, da loro voluta: Riàn d’l’Agì, ovvero Rio del Moscardino, con cui è da sempre nota questa fenditura per qualche antica ragione che si è persa nella notte dei tempi.

Curioso è notare che quest’Area è ubicata su una collina alle cui falde, sul versante della Val Bormida, nacque Franco Zunino, ideatore e co-fondatore dell’Associazione Italiana per la Wilderness.

Artefice di quest’Area è uno dei più noti poeti dialettali piemontesi, spesso richiesto per esibizioni anche in Lombardia e Liguria: Giampiero Nani, originario, come Franco Zunino, del poco lontano paese di Ponti (AL). Un personaggio del mondo culturale piemontese, ma anche politico locale (per quarant’anni Sindaco e Presidente di Comunità Montana, forse più per pressione popolare che non per vera passione politica!): un vero storyteller in poesia del mondo rurale di quelle terre. E’ stato infatti grazie ai suoi buoni uffici se il Sindaco del piccolo Comune di Castelletto d’Erro (solo 158 abitanti nel 2017!), Giovanni Panaro, ha, sua sponte, proposto all’AIW questa scelta culturale della quale egli è particolarmente orgoglioso.