Sahifa fully responsive WordPress News, Magazine, Newspaper, and blog ThemeForest one of the most versatile website themes in the world.

ANALISI DI UN BILANCIO DI PREVISIONE DI UN PARCO NAZIONALE

E che dire dell’ultimo bilancio di previsione del Parco (7 milioni di Euro nel 2019!), dove sono stati sì inseriti 350.000 Euro per il rimborso dei danni arrecati dalla fauna (si noti bene, quindi non del solo orso e, quindi, un’inezia; un’inezia che magari sembra però esagerata alle autorità del Parco, che ben altre mire di investimenti hanno, per cui quei soldi farebbero loro comodo diversamente: stipendi ed emolumenti vari e spese amministrative di ogni genere, sebbene già comportino un 83% del budget annuale!) ma neppure 1 (uno!) euro per semine a perdere a favore della fauna e men che meno per incentivi alla pastorizia o per “greggi pubblici” che favoriscano la predazione dell’orso?  In quanto alle altre voci, si nota con piacere come per gli stanziamenti a favore della presa in gestione dai Comuni dei terreni da vincolare o già vincolati a Riserva Integrale e per le foreste “vetuste” in  genere  vi siano 850.000 Euro. E magari sembrano tanti, ma non lo sono affatto per i Comuni che possiedono quei patrimoni e che ben altre somme dovrebbero ricevere. Ovvero, anche conteggiando le spese per il rimborso dei danni dalla fauna, un totale di soli 1.200.000 per spese, per così dire, istituzionali o, come le giustifica la stessa relazione al bilancio, per “la tutela e conservazione delle principali specie faunistiche, cioè l’Orso bruno marsicano e il Camoscio appenninico, costituiscono l’obiettivo primario anche per l’anno finanziario 2020”. E ciò sta ad indicare che il resto va in amministrazione. In altre parole, basandosi sul bilancio 2019, il solo 17% per la finalità primaria di un Parco Nazionale! E pensare che gli esuberi faunistici di cinghiali e cervi potrebbero essere un entrata per il Parco e non già un onere quali sono, se se ne permettesse il prelievo venatorio dietro pagamento di quote – altro che ticket dai turisti che, peraltro, pagano per essere autorizzati ad arrecare un danno (il disturbo) – mentre in questo caso sarebbero entrare da un’attività che favorirebbe la difesa di fauna e flora e ridurrebbero l’onere dei danni! Un Parco Nazionale che alla sua finalità primaria dedica solo il 17% del proprio budget è la prova provata che qualcosa non funziona nella politica italiana dei Parchi Nazionali; significa che la politica ha sbagliato qualcosa; significa che, usando un vecchio detto, “il gioco non vale la candela”! E che, quindi, sarebbe il caso di pensare a Parchi più piccoli, ma Parchi più seri! E Parchi meno costosi per lo Stato! E non vuole essere una critica al Parco Nazionale d’Abruzzo, ma a tutta la politica dei Parchi italiani, Regionali compresi, che li ha trasformati in poltronifici per politici o loro amici e per mere aziende creatrice di posti di lavoro a spese dell’apparato pubblico!
Murialdo, 24 Novembre 2019                                                    
Franco Zunino
Segretario Generale AIW