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AMERICA’S WILDERNESS WATCH NEWS

MA QUAL’È IL TASSO DI NATALITÀ DEI LUPI?

Il Lupo grigio fu reintrodotto nell’Idaho (in gran parte nelle grandi Aree Wilderness di quello Stato) nei primi anni 2000 con 35 esemplari. Oggi il Servizio per la Fauna ne vuole ridurre il numero da 70-120 capi stimati a 20-30 capi per favorire la crescita delle popolazioni di cervi Wapiti. In questi anni nello Stato sono già stati uccisi 283 lupi per la stessa ragione di contenimento della popolazione. Si parla quindi di una popolazione complessiva di almeno 500 in poco più di dieci anni. Il Lupo ha un tasso di riproduzione identico sia negli USA sia in Italia. Come mai in Italia dai 100 lupi del 1970 oggi le “autorità” dell’ambientalismo ne stimano una presenza di soli 800/1000 esemplari in oltre 40 anni? Misteri d’Italia!

MINNESOTA: RIPRISTINARE LE PALUDI

Nello Stato del Minnesota il governo federale e quello statale hanno stanziato 52 milioni di dollari per ripristinare circa 6.800 ettari di paludi. L’iniziativa rientra in un programma venticinquennale di ripristino di zone umide mirato anche a coinvolgere ed incoraggiare proprietari ed organizzazioni private affinché acquistino e ripristinino habitat critici per la fauna su zone agricole (degli originali 8 milioni di ettari di zone umide dello Stato ne sono andati persi ben 4 milioni!).

CALIFORNIA: RIPRISTINARE LE FORESTE DI SEQUOIA

Prosegue l’impegno della Save-The-Redwoods-League nell’acquisto di boschi di Sequoie e nel ripristino ambientale di foreste devastate dai tagli del passato. Nell’anno fiscale 2010-11 sono state smantellati 15 Km di strade forestali e diradati 97 ettari di novellame per favorire la formazione della foresta originaria, piantando anche 4.730 piantine di Sequoie ed altri alberi autoctoni. Dal 2002 i chilometri di strade smantellati sono stati 93, gli ettari di novellame diradati 1.316. Tutto ciò in California, nella valle del Mill Creek del Jedediah Smith Redwoods State Park e Del Norte Coast Redwoods State Park.

URANIO E GRAN CANYON: HA VINTO IL PARCO!

E’ stata infine vinta la battaglia contro l’apertura di miniere di uranio sul bordo del Grand Canyon! Dopo aspre polemiche e pressioni politico-affariste l’amministrazione Obama ha posto una moratoria di altri 20 anni sullo sfruttamento delle miniere di uranio che erano state chiuse molti anni fa dopo l’istituzione del Parco Nazionale. Esultano sia gli ambientalisti sia i nativi Havasupai che ai confini del Parco Nazionale hanno la loro Riserva.

UN’ALTRA BATTAGLIA PER SALVARE L’ALASKA

Uno dei più vasti territori rimasti allo stato di wilderness in Alaska è il noto Arctic National Wildlife Refuge nonché in gran parte Area Wilderness esteso quasi 8 milioni di ettari. Ma un territorio ancora più vasto ed altrettanto integro è la cosiddetta National Petroleum Reserve, in pratica il più vasto territorio federale degli USA: quasi 10 milioni di ettari. Una riserva di petrolio ma non solo. Nel 1976 il Parlamento americano stabilì che questo territorio dovesse essere gestito “con una massima protezione per la fauna e le altre risorse naturali di superficie” (ovvio l’intento di escludere il petrolio!). Grazie a quest’obbligo furono designate 4 “aree speciali”, ovvero particolarmente protette, che ne comprendevano una larga parte. Dopo vari tentativi dei governi Regan e Bush di aprire questo territorio agli sfruttamenti petroliferi, fortunatamente bloccati dall’opposizione ambientalista, oggi è di nuovo in atto una battaglia tra le principali associazioni ambientaliste (la Wilderness Society in prima fila) ed il governo affinché, in attesa di vincoli più definitivi quali Parchi, Rifugi ed Aree Wilderness, almeno altre 4 “aree speciali” siano designate, il che porterebbe ad una tutela di oltre il 50% di questo vasto territorio dove vivono due delle maggiori mandrie di caribù dell’Alaska (circa 490.000 capi), milioni di uccelli migratori, e poi orsi bruni, orsi bianchi, lupi, beluga, balene e tante altre specie della fauna artica. Il territorio vanta, tra l’altro, il record mondiale per densità di animali predatori.

CALIFORNIA. UN APPELLO PER I REDWOODS

La Save-The-Redwoods-League ha lanciato un appello per raccogliere fondi che permettano di acquistare 383 ettari di una foresta di Sequoie sempreverdi descritta come “misteriosa e antica foresta di Sequoie”. Per poter salvare questa zona servivano 2 milioni di dollari di fondi privati entro il 31 dicembre 2011.
Il fascino misterioso di questa foresta è dovuto al fatto che almeno una dozzina di alberi si sono naturalmente mutati con tronchi che ad un certa altezza dal terra si suddividono, per ragioni che la scienza sta studiando, in diversi tronconi, apparendo come dei candelabri. Questa foresta è stata denominata dagli abitanti locali “Foresta incantata” e gli alberi mutati “alberi misteriosi”. Ma, a parte questo aspetto, la zona è anche molto importante per tante specie faunistiche come diverse di salmoni, l’orso nero, il cervo di Roosevelt ed il puma. La zona da acquistare è confinante con il Sinkyone Wilderness State Park, uno dei parchi statali della California classificato e tutelato come Wilderness, comprendente gran parte di quella che per la sua selvaggità è denominata Lost Coast, la Costa sperduta, la più selvaggia rimasta in tutti gli Stati Uniti esclusa l’Alaska.
Sempre dalla California e dalla Save-The-Redwood-League ci viene un altro esempio della serietà, concretezza con cui si salva l’ambiente nel paese che chiamiamo America. Un appello è stato anche lanciato per comprare, al costo di 50.000 dollari, 2.000 metri quadrati di un terreno privato nell’ambito di un Parco Statale. Il terreno, facente parte del famoso “Viale dei Giganti” (ovvero, un infilata di millenarie Sequoie sempreverdi) sarà poi ambientalmente restaurato e donato al Servizio dei Parchi Statali della California affinché lo annetta ufficialmente all’Humboldt Redwoods State Park. In Italia nessuno si sarebbe mosso (nè tanto meno speso 50.000 euro!) per salvare duemila metri quadrati di foresta privata racchiusi in migliaia di ettari di foreste già protette ed in pubblica proprietà!

USA: STORICA VITTORIA DEI CONSERVAZIONISTI!

La Wilderness Society ha annunciato che la lunga battaglia giudiziaria contro una decisione dell’allora amministrazione Bush, iniziata circa dieci anni or sono, si è finalmente conclusa a favore della conservazione delle aree prive di strade minacciate dall’ipotetica loro realizzazione a scopo di sfruttamento forestale come avrebbero voluto politici repubblicani e loro amici imprenditori forestali. L’amministrazione Bush aveva abrogato un decreto della precedente amministrazione Clinton che metteva sotto preventiva rigida protezione (in attesa di una loro designazione in Aree Wilderness) di ben 19,6 milioni di ettari di terre demaniali rimaste allo stato di wilderness. La decisione era stata impugnata dalla Wilderness Society, che la primavera scorsa ha finalmente ottenuto una definitiva sentenza abrogativa. Secondo la Wilderness Society, per l’America “si tratta della più importante misura conservazionista dell’ultimo mezzo secolo”! In merito a questa notizia si veda quanto pubblicato in Wilderness/Documenti n. 3/2001.