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AMARE L’ORSO … SAPENDO ANCHE RINUNCIARVI!

Dall’intervento fatto al Convegno “I giorni dell’Orso” – Pescasseroli (Parco Nazionale d’Abruzzo) 26 settembre 2008.

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Una sera di qualche anno fa ero insieme a mio cugino, il Generale Giancarlo Fassio, in una cena di famiglia, e, tra le tante cose, si parlò di un appezzamento di terreno che egli aveva comprato negli anni ’60 a Pescasseroli, nel Parco Nazionale D’Abruzzo, con la speranza di ricavarne un qualche profitto. Nel discorrere su questo argomento colsi l’occasione per accennargli del Fondo “Wilderness 2000”, un deposito costituito da fondi donati da soci o simpatizzanti e istituito specificamente per comprare terreni di particolare integrità e selvatichezza, e di conseguenza gli proposi di venderci quella piccola oasi di Parco. Nella mia mente già si delineava la possibilità di un accordo economico, quando il Generale Fassio, con mia grande meraviglia, senza mostrare alcun tentennamento quasi gridò: “ Ve lo dono….non voglio nulla! ”
Questo gesto, non lo nascondo, mi ha commosso e mi ha fatto riflettere sul senso della nostra vita. Purtroppo molti giorni, forse troppi, trascorrono in una quotidianità ripetitiva, a correre inesauribilmente per bruciare i tempi, guadagnare di più e spendere sempre di più, presi ad innalzare e fortificare il muro del nostro egoismo, senza preoccuparci di lasciare un ricordo tangibile del nostro passaggio, una traccia visibile che possa essere di aiuto alla società o al mondo naturale sempre più manipolato e schiacciato, un ricordo che possa essere di esempio alle generazioni future. Ebbene, quella sera mio cugino ha avuto il coraggio di disintegrare quel muro, di abbandonare per una sera quella catena di montaggio, per lasciare un’impronta di sé, per tracciare un sentiero, quello della solidarietà con la natura e con gli animali, che potrà essere seguito da tutti noi.
Il terreno donato all’Associazione Wilderness è ubicato qui a Pescasseroli, nel cuore del Parco Nazionale D’Abruzzo, regno dell’Orso marsicano che rappresenta il simbolo di questo territorio protetto, ed è suggestivo pensare che sia proprio un Generale di Cavalleria, un esperto di strategie militari, ad aiutarci in una difficile, quanto importante battaglia, che si combatterà con l’aiuto delle Autorità del Parco per venire incontro a questo plantigrado che, ormai ridotto a pochi esemplari, si sta incamminando lentamente e drammaticamente verso l’estinzione.
In questi territori l’integrità ambientale cominciò ad essere scompaginata già all’inizio del 1900, con la costruzione di sempre nuove strade, con il più assiduo sfruttamento delle foreste e con la “civilizzazione” di sempre nuovi territori selvaggi.
Alla riduzione dell’habitat si sono poi aggiunti alcuni punti deboli di questa specie, la sua indole solitaria, la predilezione per i luoghi integri e silenziosi e il basso tasso riproduttivo, che hanno reso molto labile l’equilibrio della sua popolazione.
Tutto ciò ci fa comprendere come sia stato sempre difficile mantenere l’equilibrio di questa specie, che nel giro di alcuni secoli è sopravvissuta solo nella Marsica. Oggi purtroppo anche nella Marsica, con una quarantina di esemplari rimasti (a detta degli studiosi), nonostante questo territorio sia protetto dal Parco d’Abruzzo, la specie si trova di fronte ad un bivio che ne potrà segnare l’estinzione o la sopravvivenza. Ma certamente 50mila ettari di Parco non sono molti per garantirne la sopravvivenza, se si considera che non sono tutti spazi naturali, che il territorio è occupato anche da strade e paesi e da una popolazione umana costituita da residenti e turisti. Soprattutto, ancora, se si tiene conto della sua inevitabile delicata convivenza con l’uomo pastore, allevatore, contadino, cacciatore, escursionista, turista o studioso.
Una convivenza difficile da gestire da parte delle Autorità del Parco che, a riguardo, tra l’altro, in questi ultimi mesi hanno chiuso, per la prima volta, l’accesso turistico-escursionistico nelle zone dove cresce il ramno alpino, delle cui bacche sono ghiotti gli Orsi, e per tutto il periodo in cui si può trovare questa bacca. E’ questa un’iniziativa da lodare, che sicuramente darà dei risultati ed è una delle tante proposte di cui l’Associazione Wilderness si è fatta promotrice da diversi anni.
Questa iniziativa ci fa capire che è stata imboccata la strada giusta, perché per venire in aiuto all’Orso, il numero uno del Parco, l’attore principale, il padrone di casa ed il principale richiamo turistico, occorre stabilire regole, eventualmente anche rigide, per modulare queste convivenze e per “indorare” l’ambiente in cui l’Orso vive, rendendolo più allettante e confortevole. Occorre mettere a sua disposizione sempre più territori integri, wilderness, anche a costo di ripristinarli con la chiusura delle strade di accesso.
E ancora, l’Orso ha bisogno che si stabiliscano regole affinché l’uomo lo lasci vivere in pace a godersi i suoi silenzi, regole affinché eviti il più possibile di manipolarlo, anche per i suoi studi, regole affinché prenda piede una nuova mentalità, quella dell’escursionista che “per amore dell’Orso rinunci all’Orso”, che eviti di mettersi sulle sue tracce per avvistarlo e che si senta appagato dalla sola certezza che l’Orso c’è e provi emozione al solo immaginare che in quel momento sta vagando indisturbato tra le radure e le foreste del Parco, nella consapevolezza che se tutti rispetteranno il suo bisogno di solitudine e di silenzi, quella presenza misteriosa continuerà ad esserci nei secoli a venire.
Questo plantigrado ha bisogno di gesti come quelli del Generale Fassio, che oggi stiamo appunto celebrando, gesti semplici ma allo stesso tempo difficili da ottenersi e che speriamo possano essere d’esempio ed avere un seguito.
Caro cugino, caro Generale, hai dimostrato di avere un animo grande e siamo orgogliosi di te! Quando osserverai il nostro stemma, quello dell’Associazione Wilderness, che ritrae l’orso marsicano circondato da montagne stupende, potrai pensare con orgoglio che un pezzetto di quel panorama è stato donato da te all’AIW, o meglio all’orso, in quanto è nelle nostre intenzioni impiantare colture a perdere in quel piccolo francobollo di Wilderness, con l’aiuto delle autorità del Parco, affinché questo magnifico animale possa avere un futuro.

di RAFFAELLA CORTELLESSA