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Addenda – Area Wilderness
Monte Cesima (“LUIGI RICCI”-COSTE DI CONCA)

Il settore “Luigi Ricci” (Coste di Conca) dell’Area Wilderness Monte Cesima, il cui nucleo originario di Mignano Monte Lungo è a nord, indicato in verde.

ORGANISMO:

Comune di Conca della Campania

LOCALIZZAZIONE:

Comune di Conca della Campania (Caserta)

ANNO:2018
ESTENSIONE:

400 ettari

ZONE TUTELA:

1 Zona di Tutela Ambientale interna: 81,5 ettari

REFERENTE:

Raffaele Cortellessa: Cell. 338.2939189

LINK:http://www.comune.concadellacampania.ce.it/

 

Luigi Ricci e le sue montagne, all’estrema destra della lunga catena montana, dove ha perso la vita il 24 ottobre 2018.

Un monumentale albero di Cerro.

La zona del Comune di Conca della Campania è quella della parte più meridionale del Monte Cesima, ovvero le cosiddette “Coste di Conca”, quella serie di colli e vallecole che, poste a sud della selvaggia forra di Cesima, sono la continuità geografica ed ambientale della montagna. Di grandissimo “valore Wilderness” deve intendersi il tratto del Vallone di Cesima con le pendici settentrionali dei Colli Amato e Spacone, nonché tutto il bacino idrografico dei valloncelli che scendono verso la Casilina tra la Taverna di Conca e il Ponte dell’Acquacupa e che hanno a monte il Colle Coppa e a meridione il Colle Campo Cerrone ed il Marro dell’Arco appartenenti al limitrofo Comune di Presenzano. I boschi sono caratterizzati da due fasce vegetazionali con belle foreste di Cerro d’alto fusto ed anche qualche monumentale Roverella nelle parti più alte, con leccete e macchia mediterranea e NOTEvoli esemplari di Acero opalo, Terebinto e splendidi Alberi di Giuda. Per la flora minore vi sono state rinvenute specie botaniche legate all’ambiente di querceto caratteristico di questa zona. In particolare è stata rinvenuta la presenza dell’endemico e raro Zafferano profumato (Crocus suaveolens), nonché di Zafferanetto (Romulea bulbocodium). Dal punto di vista faunistico la zona è frequentata dal Lupo e dal Capriolo, ma anche da specie minori più elusive quali il Gatto selvatico e l’Istrice. E’ infine certo che vi si riscontri la rara Testuggine di Herman (Testudo hermanni), la cui presenza è accertata per tutta la zona del Monte Cesima. Interessante è anche la presenza di fenomeni carsici con grandi giacimenti marini fossili ed almeno una grotta ancora inesplorata. Culturalmente e storicamente è interessante notare come proprio questa zona sia stata uno dei tanti rifugi del brigantaggio postunitario (uno degli eventi passati alla storia avvenne appena fuori dai limiti dell’area: conflitto del Monte Coppa).

 

NOTE

Il settore di Area Wilderness di Conca della Campania si deve all’annoso impegno di Raffaele Cortellessa, già Consigliere e Vicepresidente nazionale dell’AIW, che fin da quando si impegno nella battaglia per salvare il Monte Cesima da strade e centrali eoliche - che sfociò poi nella definitiva riconferma dell’Area Wilderness -, non smise mai di impegnarsi affinché anche il settore di Conca della Campania vi fosse accorpato; una zona che lui frequentava come privilegiata per le sue battute di caccia e raccolta di funghi, ma della quale ne apprezzava esteticamente le vaste foreste di cerri, purtroppo col tempo sempre più ridotte con tagli eccessivi.

Per convinta decisione del Consiglio comunale questo settore di Area Wilderness è stata formalmente dedicata, sia attraverso la scelta della denominazione, sia nella sua dedica, ad un giovane concittadino, Luigi Ricci, che nell’autunno del 2018 vi perse la vita mentre stava operando un taglio boschivo. La motivazione è la seguente: Alla memoria del cittadino Luigi Ricci che in quel luogo di boschi da egli apprezzati per quella cultura rurale della famiglia che pur nella giovane esistenza non aveva mai voluto abbandonare, il 24 ottobre 2018 perse la vita, lasciando l’anima tra quegli alberi, pur da lui amati, ed ai quali si deve la sua perdita.

La denominazione viene comunque abbinata a quella di “Coste di Conca”, con la quale fu proposta al Consiglio comunale, in quanto così sono localmente conosciute queste colline e valloni, e così l’ha sempre definiva Raffale Cortellessa.