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AREA WILDERNESS
MONTE CAVALLO-ROCCE BIANCHE

Evidenziati in rosso i Settori che formano l’Area Wilderness Monte Cavallo-Rocce Bianche. Contornata in blu l’area selvaggia indicativamente meritevole di essere così mantenuta e completata con Settori di Area Wilderness.

ORGANISMO:Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia
LOCALIZZAZIONE:

Comune di Budoia (Pordenone)
Comune di Tambre (Belluno)
Comune di Barcis (Pordenone)

ANNO:2007
ESTENSIONE:1.705,3 ettari
ZONE TUTELA:4 Zone di Tutela Ambientale interne per  un totale di circa 1.666 ettari.
REFERENTE: 
LINK: 
L’alto vallone del Prescudin con la cresta del Monte Cavallo e le varie cime delle Rocce Bianche.

L’Area Wilderness si compone di due settori posti su due diversi versanti della catena montana tra Veneto e Friuli, nelle Prealpi Carniche che hanno le cime maggiori nel Monte Cavallo e nelle Rocce Bianche. Un settore comprende la parte Nord dell’Altopiano del Cansiglio (bacino del Fiume Piave), lungo la parte più meridionale del crinale che scende dal Monte Cavallo e il cui punto più alto si trova alla vetta del Monte Croseràz (1.694 m s.l.m.). Qui nella parte a quota più elevata la pendice si addolcisce in un caratteristico altopiano carsico, con piccole doline parzialmente boscate. Caratteristiche sono le vallette nivali e le praterie d’altitudine. Più a nord, sul versante friulano, comprende tutto il bacino della valle del Prescudin, nella media Val Cellina. Il Bacino del Prescudin si divide in due valloni principali, la Val del Tasseit e la Val Zea, entrambi solcati da ripidi torrenti ai quali si devono vistosi fenomeni erosivi che hanno creato situazioni morfologiche tali da renderne spesso difficile anche l’accesso. La quota inferiore è a 420 m s.l.m., mentre le massime sono raggiunte col Crep Nudo (2.297 m slm) e col Monte Messer (2.230 m slm); facenti parte della cresta che delimita ad Ovest la valle. Le alte pareti e rupi di calcare e dolomia lungo tale spartiacque gli conferiscono un aspetto estremamente scenografico, reso di particolare asprezza dalle profonde erosioni incise negli accumuli di detriti morenici percorsi dai rii e dai torrenti. Nel Cansiglio i boschi danno un panorama abbastanza completo della seriazione vegetazionale che vanno dalla faggeta montana tipica con abete rosso e la variante con abete bianco. La vegetazione arborea del Prescudin è dominata dal faggio, spesso consociato con tasso e latifoglie termofile varie come il Carpino nero. Le tipologie forestali prevalenti sono le faggete sub-montana, montana, alti-montana e sub-alpina; vi sono inoltre le faggete primitive di rupe e di falda detritica e le pinete di Pino nero su pendii aridi esposti a Sud. Più in alto, si trovano mughete, prati magri e ambienti rupestri. Interessante è la presenza di 3 alberi ultrasecolari di Tasso. Qui la componente floristica denota elementi di pregio: abbondanza di endemismi (es.: Arenaria huteri su rocce ombrose o stillicidiose) o di grande interesse, con ben 504 specie già determinate. Interessante è la vegetazione di ghiaione del Gravon del Tasseit in esemplare successione altimetrica e in funzione della granulometria. Molto interessante è l’aspetto geologico e morfologico del suolo e del sottosuolo caratterizzato da fenomeni carsici ed idrologici, come le Fontane del Gal e del Faghèr. Faunisticamente sono presenti o frequentano i due settori tutte le specie della fauna più significativa delle Alpi, quali il cervo, il capriolo, la lepre alpina e la martora, ma anche il gallo cedrone, il gallo forcello, il francolino di monte, la pernice bianca, la coturnice, il picchio nero, l’astore, il gufo reale e l’aquila reale.

NOTE:

Fanno parte dell’Area Wilderness il Settore Croseraz-ValBona di 214 ettari e il Settore Alto Prescudin di 1.491,3.

Benché la scelta di designare in Area Wilderness questa Riserva Naturale sia stata solo del Servizio gestione forestale e antincendio boschivo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, è però interessante notare come l’originaria Riserva Naturale fosse stata per la prima volta proposta come Area Wilderness nel 1980, in uno specifico Piano in appendice a quella che è la prima pubblicazione italiana sulla Wilderness ed il suo concetto di conservazione, curata da Franco Zunino ed edita dall’allora Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste: “Wilderness”, una nuova esigenza di conservazione delle aree naturali, in “Collana Verde” n. 51/80.

Il merito di questa e delle altre Aree Wilderness friulane va dato al Dott. Emilio Gottardo, all’epoca Direttore del Servizio Gestione Forestale della Regione Friuli Venezia Giulia, il quale, dopo aver appreso delle finalità di queste Aree e contattato l’Associazione Italiana per la Wilderness, ne ha propugnato e caldeggiato la designazione nell’ambito delle foreste di proprietà regionale.