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AREA WILDERNESS
RIO RIGOSIO (Scau Sutàn)

ORGANISMO:

Proprietario privato (Pavia) e (Associazione Italiana per la Wilderness)

LOCALIZZAZIONE:

Comuni di Serole e Pezzolo Valle Uzzone

ANNO:2020
ESTENSIONE:45,30 ettari
ZONE TUTELA:

Tutta l’Area Wilderness è considerata Zona di Tutela Ambientale interna.

REFERENTE: 
LINK: 
Un altro scorcio del bosco di Pioppo grigio.
Fioritura di Campanula toscana (Campanula medium).

Comprende una parte del bacino imbrifero e del burrone del Rio Rigosio, affluente del Torrente Uzzone a sua volta affluente del Fiume Bormida di Cortemilia, nel cuore delle alte Langhe, ai piedi della loro quota più elevata (Bric Puschera, 845 m). L’Area Wilderness è delimitata su tre lati da profondi burroni scavati nelle caratteristiche marne grigie delle Langhe. Al centro della proprietà è ubicata la casa colonica che gli dà il nome, di pregevole architettura rurale piemontese, ed è caratterizzata da estensioni di ex coltivi in totale abbandono ed in corso di rinaturalizzazione. Benché con evidenti segni di passata ceduazione, la biocenosi del bosco oggi presenta scarsi segni di manipolazioni, ed è anzi in evidente stato di naturale riconversione. Molto interessante è infatti la sua composizione forestale, dove la presenza del castagno – specie non autoctona – sta sempre più venendo meno con la ripresa del sopravvento delle specie autoctone, quali il Carpino nero, il Carpino bianco, il Frassino, l’Acero campestre, il Ciliegio selvatico, e poi Salici, Ontani neri, Sambuchi, Noccioli, Cerri e Roverelle e, soprattutto, grandi estensioni di Pioppo grigio (Populus canescens), la specie certamente più interessante in una situazione ambientale abbastanza insolita (un vero e proprio biotopo della specie), con alberi quasi monumentali di diverse decine di centimetri di diametro ed altezze di quindici e più metri, con esemplari anche deperenti molto utili alla nidificazione di specie ornitiche forestali. Interessante è il fatto che poco distante è già stata segnalata almeno una nidificazione di Picchio nero. Unico neo, ma di scarso impatto, è la presenza qua e là di diversi alberi di Abete bianco (prevalente) e Abete rosso dovuti a inopinati rimboschimenti di qualche decennio or sono.

                    

NOTE

Al contrario di tutti gli altri casi di Aree Wilderness designate per iniziativa diretta dell’AIW, questa è l’unica ad essere stata proposta all’AIW direttamente dal proprietario dei suoli, la Sig.ra Leila Nur di Pavia, che a suo tempo già aveva acquistato la proprietà proprio con l’intento di preservarla in forma praticamente integrale, compresa anche la zona agricola gestita piuttosto per un suo ritorno allo stato originario boschivo che non per finalità agricole.

In realtà la proprietà fu segnalata all’attuale proprietaria come luogo ideale da preservarsi, spingendola ad acquistarla per farne una specie di laboratorio di antica biologia agricola, da un contadino del basso novarese (Fabio Pedretti) che per i suoi interessi nell’agricoltura biologica ebbe modo di visitarla. Proprio per questa ragione, l’Area Wilderness è stata a lui dedicata per la passione da lui messa nell’agricoltura biologica non finalizzata al profitto, che fece scoprire alla proprietaria i libri e le idee del contadino-filosofo giapponese, Masanobu Fukuoka, predicatore dell’agricoltura del “non fare”, ovvero la permacoltura naturale, senza aratri, erpici, concimi.

Al centro della proprietà è ubicata la casa colonica originaria con alcuni limitrofi moderni capannoni in disuso (che potrebbero però essere smantellati). Così come eliminati potrebbero essere gli abeti piantati in alcuni luoghi della zona boschiva, ma che oggi rappresentano un inquinamento genetico della situazione forestale originaria.

L’Area Wilderness prende il nome dal toponimo che indicava la presenza di un antico seccatoio per castagne, forse in seguito ampliato e trasformato nella casa colonica, che lo ha mantenuto: Seccatoio di sotto (Scau sutàn in piemontese).