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Addenda – Area Wilderness
L’ORTELLA – MONTE DI VALLE CAPRARA

La posizione del terreno costituente il primo nucleo dell’Area Wilderness L’Ortella-Monte di Valle Caprara.

ORGANISMO:Associazione Italiana per la Wilderness
LOCALIZZAZIONE:Comune di PESCASSEROLI (AQ)
ANNO:2008
ESTENSIONE:0,1 ettari 
ZONE TUTELA:1 Zona di Tutela Ambientale interna: 717,1 ettari
REFERENTE:Dott. Germano Tomei - Cell. 338.7339566
LINK: 
Il cippo che commemora la dedicazione all’Orso bruno del terreno donato all’AIW dal Generale di cavalleria in pensione Giancarlo Fassio e designato dall’AIW nel simbolico primo nucleo dell’Area Wilderness L’Ortella-Monte di Valle Caprara. L’opera è stata realizzata dall’ex Guardiparco “Lillino” Finamore
Il “capannino” che illustra ai passanti le finalità del terreno e del recinto “Finamore” ai fini alimentari dell’Orso bruno marsicano.

Si tratta di un’Area Wilderness meramente teorica, ma di grande importanza per la sua molteplice simbologia. In realtà trattasi di un terreno ex agricolo che appartiene però al grande integro complesso montuoso dell’Ortella-Monte di Valle Caprara, nella parte settentrionale del Parco Nazionale d’Abruzzo; esso è difatti situato alla base delle erte pendici di questa montagna. Seppure in zona altamente degradata dal punto di vista ambientale, sia per la sua riduzione a pascolo e poi anche ad appezzamenti agricoli, sia per la presenza a monte di ampi rimboschimenti a Pino nero austriaco risalenti alla metà del secolo scorso circa. Nonostante questo, e nonostante la sua relativa vicinanza al paese di Pescasseroli, il terreno fa parte dell’habitat primario dell’Orso bruno marsicano. Appartiene al terreno anche una siepe formata da cespugli di Pruno, Rosa selvatica ed alberelli di Ciliegio canino (il cui frutto è appetito anche dall’orso). Una parte del terreno è annualmente seminato per le finalità alimentari dell’Orso, mentre il resto è lasciato all’evoluzione naturale, che sarà favorita con la piantagione di alberi di mele e pere selvatiche, di rosa canina ed altre specie spontanee.

NOTE:

L’Area Wilderness si deve alla donazione all’AIW di un terreno da parte di un mecenate bresciano, Generale di cavalleria in pensione Gian Carlo Fassio.


 


La prima delle molteplici simbologie che quest’Area comprende si deve al fatto di ricadere nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo e nel paese dove l’AIW ha le storiche sue radici (qui fu edito e diffuso quello che è il “Documento Wilderness N. 1 che poi diede il via alla serie di Documenti che tre anni dopo portarono alla fondazione dell’Associazione Italiana per la Wilderness), sia perché, grazie alla sua posizione, non si tratta solo della designazione (seppure meramente simbolica), di quella che è la prima Area Wilderness nella Regione Abruzzo, ma di un terreno che con la collaborazione del Parco Nazionale è anche adibito in parte alla annuale semina di mais, grano, orzo e carote per finalità alimentari dell’Orso bruno, animale simbolo dell’AIW. La simbologia di questa donazione non si ferma solo agli aspetti pratici qui illustrati, ma ne nasconde anche uno di grande impatto mediatico e, soprattutto, etico, che può quasi simboleggiare la pietra tombale della “guerra” scatenatasi negli anni ’60 del secolo scorso quando prese l’avvio quel fenomeno, poi conosciuto come “speculazione edilizia”, che diede l’assalto al Parco d’Abruzzo e che vide, nel volgere di pochi anni, la realizzazione degli impianti sciistici di Pescasseroli con il corollario degli immensi residences che circondano oggi il paese ed il selvaggio proliferare sulla pianura ed i colli circostanti di ville e villette d’ogni sorta. Una guerra durata anni e poi lentamente scemata verso la fine degli anni ’70 grazie ai tenaci impegni oppositivi dell’allora nuova gestione del Parco sotto la ferma mano del neo Direttore Franco Tassi. Il terreno oggi donato all’AIW per le sue finalità di conservazione dell’ambiente naturale e della fauna selvatica fu infatti acquistato nel 1964 proprio allo scopo di realizzarvi una di quelle tante ville e residenze turistiche; destino ha poi voluto, fortunatamente, che quell’intento non si concretizzasse, e che la persona che lo comprò a questo scopo oggi ne decidesse la donazione all’AIW per le sue finalità ambientaliste. Un gesto che a distanza di quasi 45 anni permette a quel terreno di ritornare all’antico mondo agreste e naturale cui apparteneva ed al quale rischio di essere strappato per sempre. Ma soprattutto un gesto che oggi onora chi lo ha fatto.


 


Trattandosi di un terreno poco distante dal paese di Pescasseroli, quest’iniziativa è anche utilizzata per scopi educativi a favore dell’Orso bruno da parte del Parco Nazionale. A questo scopo attorno alla parte seminata è stato eretta una speciale recinzione (denominata “Finamore” dall’ex Guardiaparco che la inventò) che permette all’Orso di accedervi con facilità, ma impedisce di farlo a tutti gli altri animali selvatici e domestici. Sia lo scopo del terreno che la funzionalità della recinzione sono esposte in un capannino con tabelle esplicative fatto erigere dall’Ente Parco.