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Addenda – Area Wilderness
Serre Marsicane (IL LACERNO)

L’Area Wilderness Il Lacerno. Evidenziati in azzurro i limiti meridionali del Parco Nazionale d’Abruzzo.

ORGANISMO:

Comune di Campoli Appennino;

LOCALIZZAZIONE:

Comune di CAMPOLI APPENNINO (FR);

ANNO: 2008
ESTENSIONE: 520 ettari 
ZONE TUTELA:  
REFERENTE:Dott. Germano Tomei – Cell. 338.7339566
LINK:

www.comune.campoliappennino.fr.it

La stretta forra del Lacerno, con le pareti che quasi si toccano. Foto Giuseppe Mastroianni
Nevicata autunnale sul Lacerno. Sullo sfondo il Monte Serrone, al centro la Punta Mazza.

Si estende sulla parte orientale e più selvaggia e meno accessibile della famosa forra del Lacerno nel bacino della più ampia Val San Pietro (o Vallone Lacerno); un torrente estremamente ricco di acqua - nonostante una captazione per fini civili - affluente del Fiume Liri. Ma nell’Area è anche compresa la parte della cresta spartiacque che divide il Lacerno dalla Valle Carbonara o Capo d’Acqua, della quale include anche l’alta valle. Sono quindi comprese nell’Area Wilderness le emergenti morfologie della Punta Mazza (1788 m slm), il Montagnone (1819 m slm) ed il Serrone. Per la forte incisione della forra, il dislivello è notevole, partendo dai 625 m slm fino a giungere alla cima del Monte Serrone di 1929 m slm, quindi cono sbalzo di 1304 metri su di una distanza lineare di soli 4 Km.  Si tratta quindi di un complesso di creste, forre e rupi, pascoli, foreste che  sono parti assolutamente integranti dell’habitat primario dell’Orso bruno marsicano. In particolare sono presenti nell’Area diversi popolamenti del raro Ramno alpino (Rhamnus alpina),specie di valore biogeografico le cui bacche sono particolarmente appetite dall’Orso. Vi vive praticamente anche tutta la restante fauna del Parco, con specie quali il Lupo, il Gatto selvatico e la Martora, nonché la presenza di sparuti esemplari di Camoscio d’Abruzzo che fin qui giungono nei loro spostamenti verso occidente. Nella parte più bassa della gola è inoltre presente anche l’Istrice. Tra gli uccelli va segnalata l’Aquila reale nidificante (una delle poche coppie del Parco d’Abruzzo), così come quella del Falco pellegrino, dell’Astote e del Gufo reale. Tra le altre specie interessanti, il Picchio dalmatino (e forse dell’ancora più raro Picchio rosso mezzano), la Coturnice, il Gracchio corallino ed il Gracchio alpino. Infine non va dimenticata la presenza della Trota fario nelle acque del torrente, seppure introdotta negli anni cinquanta del secolo scorso.Mentre la zona di faggeta è caratterizzata da tratti ad alto fusto, anche con esemplari di notevoli dimensioni, i boschi delle quote inferiori sono caratterizzati da una varietà di essenze con alta densità di Carpino nero, Roverella ed Orniello. Qui, sulle rupi e sui versanti più esposti a sud, si riscontrano macchie di vegetazione mediterranea caratterizzata dalla presenza del Leccio, anche con alberi di una certa dimensione, specie nella forra del Lacerno dove i prelievi sono sempre stati resi difficili dall’asprezza dei luoghi. Anche la flora minore è estremamente ricca e varia, con presenza di rare specie ed endemismi; e ciò anche grazie al divario altitudinale dell’area ed alla presenza del Torente Lacerno, importante tra l’altro per essere uno dei pochi corsi d’acqua perenni del versante sud del Parco Nazionale d’Abruzzo: qui la Lingua di cervo o Scolopendra (Phyllitis scolopendrium) è una delle specie presente forse come unico luogo nella regione del Parco Nazionale. E’ inoltre nota una stazione della non comune Latrèa squamosa (Lathraea squamaria), un Orobanche interessante per le grandi dimensioni del nucleo.

NOTE:

L’Area Wilderness ricade in parte nel Parco Nazionale d’Abruzzo ed in parte nella sua Zona di Protezione Esterna, ma anche in una Zona di Protezione Speciale designata ai sensi delle direttive dell’Unione Europea.


 


Merito per la designazione di quest’Area Wilderness va dato al Presidente nazionale dell’AIW, Dott. Germano Tomei, ma anche del Consigliere comunale Giuseppe Mastroianni, che con lungimiranza ma anche una equilibrata visione di tutti gli aspetti sociali, turistici, ecologici e culturali del Comune, ha ritenuto di fare propria la proposta dell’Associazione Wilderness e di mediarla e sostenerla con convinzione in Consiglio comunale.

Per la sua grande diversità vegetazionale, su segnalazione di Franco Zunino, negli anni ’70 del secolo scorso il Vallone Lacerno fu inserito nell’elenco dei “Biotopi di rilevante interesse vegetazionale” curato dalla Società Botanica Italiana e dal C.N.R..