PESCOSOLIDO (Frosinone). Si è “sfidato” il Popolo, e il Popolo ha vinto! Ora speriamo che la volontà del Popolo sia anche rispettata (il Sindaco lo avrebbe già assicurato). È successo a Pescosolido (Frosinone), dove il Comune, al quale era stato proposto di annettere al limitrofo Parco Nazionale d’Abruzzo un settore di pendice montana di circa 300 ettari della selvaggia Val San Pietro (o Lacerno). Dopo oltre un anno di dibattiti, incontri e discussioni per portare il Consiglio comunale a delibere l’assenso all’ampliamento nonostante una forte presa di posizione contraria della popolazione – al sostegno della quale era stata chiamata anche l’Associazione Wilderness (l’AIW partecipò a più di un dibattito, con la presenza dell’ex Presidente nazionale Germano Tomei, e, almeno una volta, del Segretario Generale Franco Zunino), l’amministrazione comunale è stata costretta ad indire un referendum popolare che, tenutosi domenica 29 marzo, è stato vinto dall’opposizione con 488 voti contrari (il 64%) contro 398 a favore. In pratica, come detto all’inizio, si è “sfidato” il popolo e la maggioranza del popolo ha risposto negativamente. Infatti con questa decisione la gente locale, che possiede inalienabili diritti civici su quel territorio, ha stabilito che questi diritti sono superiori a quelli di chi ne accampava (furbescamente?) altri (la protezione di un bene nazionale, solo moralmente pubblico) per poter imporre la scelta politica compiacente decisa dalla maggioranza in Consiglio comunale. Una rappresentanza pur legittima, ma che avrebbe voluto dire imporre al suo popolo un vincolo che, almeno di fatto, sarebbe divenuto una PERENNE perdita dei suoi diritti civici contemplati per quei terreni fin da tempi immemori.  Con il referendum si è respinta l’iniziale arroganza di chi credeva di poter decidere, senza il consenso popolare, se fosse stato giusto o meno sottoporli al vincolo imperituro che la scelta avrebbe rappresentato (infatti, inizialmente ci si era ben guardati dal chiedere un parere ai propri cittadini, come peraltro già in passato non fu mai chiesto in altri Comuni che, a colpi di maggioranza consigliare, autorizzarono precedenti ampliamenti!). L’AIW, chiamata in causa da un Comitato locale di cittadini, fin dall’inizio si è opposta a questo ampliamento, ma non per contrarietà alla tutela di quei trecento ettari (che peraltro erano già stati dalla stessa proposti come Area Wilderness), ma perché lo si voleva fare senza rispettare i diritti civici, liberi e democratici dei cittadini di Pescosolido; ed anche perché quella zona è già sottoposta a tutta una serie di vincoli: da quelli di fascia contigua del Parco, a quelli europei di Zona Speciale di Conservazione, peraltro dallo stesso Parco gestiti (sebbene anche quei vincoli fossero stati imposti in modo assolutamente non democratico!), a quelli di Oasi di protezione della fauna (cosa che avrebbe comportato il suo spostamento ad un territorio similare ad essa esterna ed oggi aperto alla caccia!). In pratica, una falsa esigenza di protezione, con la quale si voleva motivare l’ottenimento di contributi pubblici; contributi magari per opere discutibilmente utili e che anche avrebbero rischiato di snaturare propria la zona contesa per adeguarla ad usi turistici non propriamente compatibili vista la selvaggità della zona (in antitesi alla compatibilità rurale e pastorale di oggi). Accorpare questo settore di montagna al Parco Nazionale avrebbe voluto dire perdere ogni diritto della popolazione locale, la quale ogni cosa che avesse voluto praticarvi (pascolo, raccolta di tartufi e altri usi delle risorse naturali), avrebbe potuto farlo ma sempre solo alla condizione di richiedere e ottenere il consenso del Parco (ad esempio, tenere i cani da tartufi al guinzaglio, comunicare il numero di armenti e che non superi quelli stabiliti dal Parco): un vincolo che rappresenta già di per sé la perdita di un diritto di libero possesso! E, ultimo ma più importante VINCOLO, l’impossibilità futura di decidere di uscire dal Parco (la legge italiana prevede la richiesta del consenso dei cittadini locali per entrarvi, ma non la possibilità un domani di uscirne!). Quindi, una vittoria della democrazia liberale piuttosto che una sconfitta di un’esigenza protezionistica, peraltro ottenibile lo stesso (come da anni l’AIW è andata proponendo) ma proprio nel rispetto dei diritti che l’eventuale vittoria di chi voleva l’annessione al Parco avrebbe impedito.  (In merito ai fatti di questa vertenza si veda Wilderness/documenti n. 3/2025 pag.ne 2-3).

LECCE NEI MARSI (L’Aquila). Mais e carote in “Recinti Finamore”, non meleti con alberi che daranno abbondanza di frutti tra decine di anni,… e se tutto va bene! Ecco cos’è, in pratica, l’ultima iniziativa in Comune di Lecce nei Marsi dove in località La Guardia è stato piantato il solito, ennesimo, fallimentare, “meleto per l’orso”. Facile prevedere che farà la fine di tutti gli altri piantati nei decenni passati, dai primi da parte dello stesso Ente Parco (campi di lavoro) e del WWF, a quello piantato con il contributo dei lettori (ben 11.000 euro!) del quotidiano Il Manifesto in località Il Feudo (in Comune di Civitella Alfedena) nel 2008, a quello a cura di un organismo sindacale in Val Canneto (in Comune di Settefrati) nel 2014, a quello del 2023 in Comune di Villalago. TUTTI ANDATI PERSI per incuria e/o per fattori naturali (abbandono, siccità, brucatura di erbivori). In pratica, fuffa per l’opinione pubblica! Solo l’idea di aver FATTO qualcosa per salvare l’Orso marsicano, quando di fatto non si è fatto nulla e, cosa ancora più grave non si è fatto proprio nulla di quello che si sarebbe potuto fare con risultati CONCRETI (immediate stagionali disponibilità di risorse alimentari) e con minore spesa: semine di mais, carote, grano, ecc. chiusi in Recinti Finamore!

Murialdo, 31 Marzo 2026                                                Franco Zunino

                                                                                   Segretario Generale AIW

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31 marzo 2026

DAL PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO

PESCOSOLIDO (Frosinone). Si è “sfidato” il Popolo, e il Popolo ha vinto! Ora speriamo che la volontà del Popolo sia anche rispettata (il Sindaco lo avrebbe già assicurato). È successo a Pescosolido (Frosinone), dove il Comune, al quale era stato proposto di annettere al limitrofo Parco Nazionale d’Abruzzo un settore di pendice montana di circa 300 ettari della selvaggia Val San Pietro (o Lacerno). Dopo oltre un anno di dibattiti, incontri e discussioni per portare il Consiglio comunale a delibere l’assenso all’ampliamento nonostante una forte presa di posizione contraria della popolazione – al sostegno della quale era stata chiamata anche […]
30 marzo 2026

CONTINUA L’ASSALTO ALL’ADELASIA!

Strade “antincendio” o strade per l’esbosco? L’AIW tempo fa aveva avanzato una ennesima lettera/esposto alle autorità su quanto stava avvenendo nella Riserva Naturale Regionale dell’Adelasia, con l’allargamento di una strada e tagli di alberi idonei alla nidificazione e sostentamento del Picchio nero. Ennesimi fatti che dimostravano come la Riserva, dopo il suo passaggio da una proprietà privata che l’aveva preservata in forma integrale per circa 30 anni, col passaggio alla proprietà Regionale (Provinciale) e sua concessione in gestione al Comune di Cairo Montenotte (la volpe posta alla guardia del pollaio!) la si stava (e la si sta tutt’ora) gestendo come […]
24 marzo 2026

NON PIÙ ESEMPI, MA SENTENZE INASCOLTATE!

La Cassazione in soccorso dell’Orso marsicano…                                 e dei cittadini!                                                                 L’Abruzzo non è il Serengeti né il Kruger National Parks, dove i vasti territori perlopiù pianeggianti hanno bisogno di mezzi fuoristrada per contribuire a battere il bracconaggio. Innanzi tutto in Abruzzo il bracconaggio all’orso marsicano non esiste e non è MAI esistito, in secondo […]
20 marzo 2026

FATTI ED ESEMPI INASCOLTATI

La conservazione della Natura e le regole della democrazia liberale    TANZANIA… CON COMMENTO FINALE (da Survival International). «Due commissioni presidenziali hanno raccomandato lo sfratto di massa del popolo Masai da alcune delle aree di conservazione, e destinazioni turistiche, più iconiche dell’Africa orientale. Le commissioni sono state istituite dalla Presidente della Tanzania, Samia Suluhu Hassan, in seguito ai precedenti sfratti di pastori Masai da alcune aree del celebre ecosistema del Serengeti e dopo le proteste su larga scala avvenute nel 2024 nell’Area di Conservazione di Ngorongoro. Ora, nonostante l’indignazione internazionale suscitata da tali espulsioni, le due commissioni: Sostengono gli sfratti […]