La Regione Lazio, sia con governi di centrodestra che con governi di centrosinistra, da anni si meriterebbe il premio negativo quale Regione italiana meno liberal-democratica d’Italia! Una Regione dove il volere del popolo è solo strombazzato durante le elezioni, ma che poi viene calpestato ignominiosamente durante i periodi governativi. Classico l’esempio di quel governo che approvò e diede il via ai SIC (Siti di Interesse Comunitario) imposti senza che mai siano stati sentiti né le amministrazioni comunali né i proprietari privati dei suoli, e che poi, pressati dalle proteste popolari, gli stessi politici che diedero la loro approvazione ai Siti cercarono di contestarli quando si resero conto che erano ormai vincoli INAMOVIBILI e che ben pochi soldi avevano portato alle casse regionali e meno ancora a quelle comunali per la gestione degli stessi. I politici, a loro volta ingannati da tanti tecnici, naturalisti e ambientalisti (categorie di stakeholders che della democrazia hanno sempre fatto carne di porco pur di raggiungere il loro fine!), dagli stessi illusi che dando quell’ok all’Europa, l’Europa li avrebbe sommersi di danari! Mentre, invece, li ha sommersi di vincoli, e per di più, si ripete, INAMOVIBILI e ANTIDEMOCRATICI! E’ così che in tutta Italia (assai meno nel resto d’Europa!) è stato fregato il popolo, che da anni subisce questi vincoli europei!
Eppure, la classe politica regionale non ha mai smesso di proporre altri vincoli, e sempre con il miraggio dei soldi da gestire a loro piacimento, e non certo da offrire al popolo come rifusione per il danno inflitto alla loro libertà e alle loro economie! Vincoli poi quasi sempre superati per i progetti di loro interesse, grazie all’escamotage delle procedure di VIA e similari (mentre per i piccoli impedimenti ai diritti del popolo non esistono procedure, ma solo divieti!).
E’ nota l’ormai annosa battaglia per IMPORRE il Parco Regionale dei Monti Ernici, un poco meno è nota quella per il Monte Caira-Gole del Melfa. Ora, da qualche tempo si tace sugli Ernici, ma è ripresa quelle del Monte Caira-Gole del Melfa (sempre, sottotraccia, fomentata da parte dei soliti suddetti tecnici, naturalisti e ambientalisti!).
Due aree geografiche tra le più belle ed integre del Lazio dove non pochi Comuni si sono autonomamente vincolati con la decisione di Aree Wilderness, Aree che pur garantendo la difesa del territorio e dell’ambiente, non hanno per questo imposto vincoli vessatori e per di più non governati da Roma! Eppure, ora c’è chi vorrebbe imporre loro, come escamotage ai mancati Parchi, una “nassa” che hanno definito Monumento Naturale, con vincoli IMPOSTI da Roma, da Roma governati e non più amovibili quali che saranno i cambiamenti successivi nei Consigli comunali (che sono la VERA, ma poco conosciuta, democrazia popolare!).
E tutto questo perché? Perché qualcuno sogna i soliti danari da stanziamenti pubblici, stanziamenti pubblici per opere che inevitabilmente andranno a danno delle bellezze naturali che si dice di voler proteggere! Ed altri che sognano vincoli da imporre in nome del popolo – popolo che però sarebbe solo quello formato da gente che la pensa come loro! – per ottenere una protezione ad ogni costo per un bene che è sì di tutti, ma facendone pagare lo scotto al solo VERO popolo, che è quello locale e rurale!
La scrivente Associazione si appella quindi a questo popolo e ai cittadini di tutti i Comuni coinvolti affinché i loro amministratori si guardino bene, solleticati dal miraggio dei soldi, dal dare l’assenso a questo “cavallo di Troia” che chiamano Monumento Naturale e che fa sempre capo alla Legge regionale sui Parchi e, indirettamente, alla vincolante 394/91 Legge nazionale sulle aree protette: una trappola da cui in Italia NON SI ESCE PIU’!

Che la democrazia liberale non sia calpestata da un potere impositivo falsamente democratico, con vincoli inamovibili per tutte le categorie di cittadini locali (boscaioli, pastori, cacciatori, agricoltori) che li subirebbero senza che un solo euro di quei ventilati danari che fanno brillare gli occhi a tanti!

E se proprio la Regione Lazio ha a cuore la salvaguardia delle bellezza ambientale, naturalistica e paesaggistica della spettacolare area del Monte Caira-Gole del Melfa, si accontenti dei vincoli europei e paesaggistici esistenti, e promuova caso mai la scelta autonoma, liberale e veramente democratica delle Aree Wilderness comunali; e conferisca alle autonomia locali un rimborso-premio per quanto loro autonomamente hanno già fatto e/o vorranno fare. Si esamini invece la possibilità legislativa di una proposta di legge che riconosca queste scelte autonome dei Comuni, e le premi per la scelta culturale a difesa di un bene pubblico che almeno moralmente appartiene a tutta la collettività regionale e anche nazionale, e con un ristoro a quei cittadini del mondo rurale che ne subiscono gli aspetti negativi.
Se si vogliono stanziare soldi per ripristinare la spettacolare strada del “Tracciolino” e non danneggiare i diritti dei cittadini locali, questa e…la strada!
E’ così che si rispetta il diritto dei popoli e si salvaguardano i patrimoni ambientali di tutta la collettività regionale e anche nazionale senza ledere i diritti locali, non con astrusi apparati mirati più a creare enti inutili come bancomat per la politica e cadregehe per i Partiti, che non a tutelare la Natura!

Murialdo, 21 Settembre 2021 Franco Zunino
Segretario Generale AIW

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