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SUI E CONTRO I PARCHI IN LIGURIA

Criticare: un sacrilegio, o saggezza conservazionista?

In Italia sparare sui Parchi è ritenuto quasi come “sparare sulla Croce Rossa”. Eppure queste istituzioni sono talmente state fagocitate dalla politica che per salvarne la finalità primaria è il caso di farlo – perché non è quella che ogni giorno si fa credere alla nostra opinione pubblica, a volte anche con interventi di ambientalisti o pseudo tali, che così si etichettano solo perché si interessano alla salute pubblica, agli inquinamenti di aria ed acqua o alla salvezza del Pianeta (Global warming) –, ma quella che portò all’istituzione del primo Parco Nazionale del mondo (Yellowstone) e poi a tutti quelli che seguirono almeno fino agli anni ’70 del secolo scorso (perché poi c’è stato lo sfascio ideologico di queste istituzioni, specie nel nostro Paese ed in alcuni altri europei); ovvero, Parchi per CONSERVARE.

E allora ecco che ha fatto bene la Regione Liguria a ritardare fin quasi a rigettare, la proposta dell’amministrazione comunale di Urbe (Savona) – peraltro, si dice, in opposizione alla maggioranza dei suoi cittadini – di ampliare ancora quel già enorme Parco del Monte Beigua, che andrebbe invece drasticamente ridotto in estensione se veramente gli si volessero migliorare le finalità di conservazione del solo patrimonio ambientale che veramente merita uno stato di conservazione.

Sta facendo bene sempre chi in Regione Liguria sta proponendo l’abrogazione di quel Parco inutile che è il Montemarcello Magra e Vara, che se tutela alcuni modesti angoli di Natura che una tutela merita, estende poi vincoli inutili e/o eccessivi su una enormità di territorio che se una salvaguardia paesaggistica merita, non merita quella di PARCO!

Sta però facendo male la stessa Regione e la limitrofa Piemonte, là dove vorrebbero (artefice il Ministro dell’Ambiente) far riconoscere Patrimonio dell’Umanità (PATRIMONIO DELL’UMANITÀ!) una regione a cavallo tra Liguria e Piemonte che è uguale a tante altre, ma che un tale riconoscimento non merita affatto. Perché un tale riconoscimento, al di là di quanto ne dicono i politici che lo sostengono e lo hanno proposto per mere finalità di stanziamenti pubblici ed europei (leggasi futuri appalti!) È UN VINCOLO! Un riconoscimento non meritato, perché, altrimenti, dovremmo riconoscere che TUTTA L’ITALIA andrebbe dichiarata Patrimonio dell’Umanità!

Saggia l’America e l’Australia ed altre nazioni extraeuropee, che vasti e splenditi territori veramente possiedono, ma che ben pochi assoggettano a tale riconoscimento proprio per rispetto al significato di questo riconoscimento ed ai vincoli che poi vanno fatti rispettare con serietà e non certo “all’italiana”, e senza pensare ad organismi pubblici di gestione, cadreghe e cadreghini ed appalti, vero primario interesse dei politici!

Per concludere, meno Parchi, Parchi più piccoli ma, … Parchi più seri! E che la politica si interessi solo di istituirli, non già di volerli poi gestire o condizionarne la gestione! Se è un dovere civico istituirli, non è un dovere civico volerli anche gestire!

 

Murialdo, 25 Febbraio 2018
Franco Zunino Segretario Generale Associazione Italiana Wilderness