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Relazione Annuale

Relazione Attività

Esercizio Sociale 2018

Attività di conservazione

Il maggiore successo di quest’anno può certamente ritenersi l’avvenuta designazione dell’Area Wilderness Piave della Battaglia in Comune di Crocetta del Montello (Treviso), la seconda Area Wilderness del Veneto, estesa quasi un migliaio di ettari a tutela di un habitat insolito trattandosi di un vasto tratto del greto del Fiume Piave, situazione ambientale abbastanza rara in Italia dove la stragrande maggioranza dei fiumi hanno ormai perso da tempo la loro fisionomia originaria.

In seguito altri successi sono stati raggiunti, come è già accaduto in anni precedenti, sul finire dell’anno, con la designazione di ben 3 Settori di nuove Aree Wilderness equamente distribuite tra Nord e Sud Italia. Un successo particolare, atteso da anni, è stato innanzi tutto l’ampliamento di 400 ettari della preesistente Area Wilderness Monte Cesima da parte del Comune di Conca della Campania (Caserta), il quale ha anche contemporaneamente designato una seconda Area Wilderness a difesa di un selvaggio burrone sul versante del vulcano spento di Roccamonfina: “Erba Rossa” (Cascate del Rio Rollo), di 130 ettari. Subito dopo altre due modeste Aree Wilderness sono state designate in Piemonte, dal Comune di Castelletto d’Erro (Alessandria): Area Wilderness Riàn d’l’Agì e Area Wilderness Rio dei Cotti, la prima di 15 ettari e la seconda di 16 ettari. In pratica, due deliberazioni che hanno creato un precedente importante, in quanto per la prima volta sono state designate Aree Wilderness comunali tutte su terreni appartenenti a privati e col consenso degli stessi.

Contati ed iniziative volte ad ottenere la designazione di altri Settori di Area Wilderness sono stati diversi. In Liguria sono proseguite le spinte per giungere ad una seconda Area Wilderness delle montagne savonesi affacciate sul mar ligure, ma senza successo a causa di pressioni per interessi turistico/economici legati al boom delle biciclette da montagna, nei Comune di Magliolo e di Giustenice, mentre nel Lazio si è stati in vana attesa di un ampliamento del Monte Nuria e Nurietta al Comune di Borgo Velino (Rieti) e de Il Lacerno e Picco La Rocca al Comune di Campoli Appennino (Frosinone); nonché, nel vicino Abruzzo, al Comune di Balsorano (ampliamento dei Monti Ernici ed un settore della Serra Lunga, dove peraltro in una vasca sono poi annegati tragicamente tre orsi marsicani!) e al Comune di Villavallelonga. Sono state inoltre sempre sollecitate alcune già da anni presentate, come nella Puglia ai Comuni di Castellaneta e Mottola, o nel Lazio (Comune di San Vittore del Lazio, per ampliare l’Area Wilderness Monte Sammucro). Sono invece rimaste in fase dormiente le proposte da tempo avanzate ad alcuni Comuni della Provincia di Frosinone (Supino, Settefrati, Pescosolido, Alvito, Picinisco, Atina) e dell’Aquila (Civita d’Antino). Altre nuove proposte avanzate, apparentemente con un inziale interesse favorevole, ma finora mai sbloccatesi per la comprensibile titubanza dei Comuni
quando sentono parlare di tutela del territorio, sono quelle proposte ai Comuni di Ponzone (Alessandria) e di Sutri (Viterbo), quest’ultimo paese guidato da Vittorio Sgarbi, Presidente Onorario dell’AIW, e alcune private in Provincia di Matera e di Livorno. Tutte proposte che per intanto hanno comunque posto questi luoghi all’attenzione dell’AIW per evitare che nel frattempo subiscano danni irreparabili al loro stato di natura selvaggia. Purtroppo quest’anno c’è stato anche un coinvolgimento non proprio piacevole nello stato di preservazione dell’esistente Area Wilderness Valmontina, coinvolta marginalmente nella realizzazione di un progetto di “ponte tibetano” che se sarà un richiamo turistico per sé stesso, non si potrà certo sostenere con ragione di causa che si tratti di una valorizzazione dello stato naturale della valle, grave solo per il fatto che impatti sull’aspetto paesaggistico, al suo sbocco nell’alveo del Fiume Piave. …

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