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serenrico

1. Continua la politica italiana dei Parchi Nazionali in mano alla politica. Ora anche nella selvaggia isola della Capraia, per attrarre turismo si sta pensando addirittura ad un trenino a scartamento ridotto per far visitare l’isola! Un’isola in gran parte selvaggia che, se fossimo in America, questa sua parte sarebbe designata Area Wilderness e SOTTRATTA ai gestori del Parco per evitare, appunto, che la intacchino con opere urbane a scopo turistico. Ma siamo in Italia, dove la politica è dominante e, forse proprio per questo, le cose vanno sempre peggio, specie quando si parla di cultura e preservazione dei suoi valori, siano essi naturalistici, storici o archeologici: sempre, il tutto da mercificare!

2. Magari qualcuno finirà per dare la colpa ai soliti cambiamenti climatici (che sembrano ormai incidere sull’universo mondo!), ma un recente avvistamento di ben tre Camosci nei boschi privi di habitat idonei per la specie (una distesa collinare di fitti boschi di castagno) avvenuto a Murialdo domenica 28 ottobre da un cacciatore durante un appostamento ai cinghiali (la persona pare abbia dichiarato che “gli ha dato più soddisfazione questo avvistamento che non l’aver sparato ad un cinghiale”: cosa che se vera, è ammirevole e segno che ci sono anche cacciatori onesti e sinceramente amanti della fauna selvatica), ma invece logica e conoscenza del comportamento animale farebbe piuttosto pensare ad animali sbandati a causa di tentativi di predazione da parte dei sempre più numerosi lupi che dal cuneese si spostano verso il savonese e genovesato: alla faccia di chi crede lo spostamento sia all’inverso!).

3. Nel grande silenzio dei lupofili italiani (che evidentemente temono che le notizie possano diffondersi) in Francia proseguono gli abbattimenti dei lupi ritenuti in eccesso: 51 lupi. Sembra di leggere quello che succede negli USA (anche queste notizie mai diffuse in Italia se non dall’AIW), solo che si è nella nostra vicina Francia. In pratica, l’Italia è rimasta l’UNICA nazione al mondo con una eccessiva popolazione di lupi e che pure non interviene per contenerne il numero e, quindi, ridurre l’impatto sugli allevamenti: da buoni italiani: paga sempre il popolo, quel popolo che per altri versi è sempre citato dalla politica per sostenere che lo vogliono difendere e che invece il più delle volte lo fregano!

4. Qualche anno fa nei Parchi dell’Alaska dove la caccia è consentita furono comunque proibite certe attività non etiche, come uccidere orsi e cuccioli nelle loro tane, avvelenare orsi con bocconi, uccidere lupi e loro cuccioli durante il periodo di allevamento, uccidere caribù sparandogli dalle barche o dalle spiagge mentre attraversano laghi e fiumi, trappolare in modo indiscriminato, utilizzare cani da traccia per cacciare gli orsi (si veda in Wilderness/Documenti N. 1/2016). Ora il governo Trump sta cercando di rendere nuovamente legittime tutte queste cose!

5. Fortunatamente le recenti elezioni di mid-term hanno messo un freno alla boria di Trump! Le associazioni ambientaliste pro Wilderness d’America hanno cantato vittoria, addirittura esultato, in quanto con la forte maggioranza ottenuta alla Camera dei deputati i deputati filo ambientalisti avranno buon gioco per fermare o condizionare le tante proposte di legge che stavano minacciando molte delle Aree Wilderness già designate o impedivano la designazione di altre. Crescono quindi le speranze di impedire prospezioni petrolifere in Alaska; nonché la legge che punta ad aprire alle mountain bike tutte le Aree Wilderness.

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