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ASSALTO ALL’ADELSIA!

Lettera aperta alle autorità

Quella che segue è il testo di una lettera indirizzata alle seguenti autorità: Regione Liguria Ufficio Aree Protette Regionali; ex Provincia di Savona Ufficio Parchi ed Ecologia; Ministero dell’Ambiente Servizio Conservazione della Natura Ufficio di controllo sui SIC; Comune di Cairo Montenotte; per conoscenza alla Procura della Repubblica di Savona.

 

Oggetto: Riserva Naturale Regionale dell’Adelasia (Liguria). Operazioni di taglio di alberi di ripulitura forestale ed apertura piste per l’esbosco: annuncio di appalto.

La scrivente Associazione apprende, dall’articolo di stampa che si allega:

  1. Dell’avvenuto trasferimento della gestione della Riserva Regionale dell’Adelasia, dall’ufficio dell’ex Provincia di Savona al Comune di Cairo Montenotte.

  1. Dell’intenzione del Sindaco di Cairo Montenotte di provvedere ad un appalto per operazioni di taglio (sgombro) di alberi ed apertura di piste forestali nell’ambito della stessa: “sfruttamento consapevole e tutela”, dice il Sindaco e “per la gestione del bosco, con la possibilità per le aziende del settore di prelevare il legname”, scrive il giornalista. Se questa è conservazione della Natura, diciamo noi!

Per le suddette ragioni si esprime, nel primo caso l’inopportunità di far gestire una Riserva Regionale all’ente che contribuì con la cifra minore alla pratica di acquisizione dei suoli che portarono poi all’istituzione della Riserva. La Regione Liguria possiede ben altri terreni da concedere ai Comuni che non una Riserva Naturale, peraltro tutelata anche in quanto sito SIC della Comunità europea (Comune, se non l’amministrazione attuale, in passato già coinvolto in poco limpidi affari legati proprio alla gestione dei propri beni demaniali!). Una decisione che non depone bene sulla volontà della Regione di provvedere alla salvaguardia dei patrimoni di bellezza sui quali dovrebbe basarsi la “risorsa turistica”, considerata il suo capitale in “oro” per l’economia regionale. Non è un buon messaggio all’opinione pubblica da parte di una linea politica che vorrebbe confutare alla sinistra l‘interesse per i beni culturali!

Si ricorda che oltre alla legge regionale, sul complesso boschivo dell’Adelasia vigono anche i vincoli SIC, che, qualora non rispettati, rischiano di coinvolgere lo Stato italiano in un richiamo da parte europea, il ché vorrebbe dire l’apertura di una “procedura di infrazione” che comporterebbe una severa ammenda allo Stato.

Si comprende quale sia la motivazione della scelta che il Comune vorrebbe fare, ovvero il ritenuto “disfacimento” ambientale dei boschi della Riserva a causa degli ultimi fenomeni metereologici; ma allora si sente il dovere di fare presente, se non al Comune (la cui ignoranza della materia si può, purtroppo, anche comprendere) almeno ai competenti uffici della Regione e del Ministero dell’Ambiente e per loro tramite all’Unione Europea, che una Riserva Naturale istituita su suoli che appartengono alla collettività e non già a privati o Comuni, ha (o dovrebbe avere, se fossimo un Paese serio!) la funzione PRIMA di lasciare alla libera evoluzione della Natura lo stato ambientale, quale che siano gli eventi che la potrebbero interessare, specie nel caso che essi siano di origine naturale: incendi, siccità, alluvioni, gelicidi, ecc. Ciò in quanto non è di una Riserva Naturale valutare l’ambiente sotto l’aspetto meramente economico-commerciale.

Cosa che invece sembra voler fare il Comune, nuovo ente gestore della Riserva!

Ribadiamo che si tratta di proprietà pubblica regionale, con una finalità di CONSERVAZIONE. Conservazione che va intesa e praticata, COME AVVIENE NEL RESTO DEL MONDO, con la rinuncia ad ogni intervento umano volto a produzione e/o sfruttamento a fini economici. Una delle più integre foreste della Liguria proprio perché “abbandonata” al suo sviluppo spontaneo da quasi cinquant’anni, potrebbe divenire una futura “foresta vetusta”, vero e proprio Patrimonio dell’Umanità: altro che le Alpi Marittime candidate dalla Regione!

Unici interventi conciliabili, ancorché non strettamente necessari, ma caso mai solo opportuni, è la ripulitura e/o apertura di sentieri pedestri qualora non siano più praticabili. Un’operazione che però non necessità né di appalti, né di movimenti di terra per l’apertura di piste per il trasporto del materiale asportato, che dovrà essere IL MINIMO INDISPENSABILE al passaggio pedonale. Mentre la concessione di lavori di “ripulitura” con un appalto pubblico lascia immaginare quali operazioni saranno consentite! In pratica quelle tante ditte e società per lo sfruttamento dei boschi che da anni mirano a mettere le mani su quel patrimonio pubblico oggi rappresentato dall’Adelasia, grazie alla motivazione dei danni da “gelicidio” potranno finalmente farlo; quindi anche là dove altrimenti non gli sarebbe mai stato consentito!

Inoltre, ci si chiede, trattandosi di alberi (legname) appartenenti alla Regione Liguria, come potrà il Comune fare delle offerte di cessione a dei privati? Dove saranno incamerati i danari derivati dall’esisto dell’appalto? Entreranno nelle casse del Comune, o il Comune li trasferirà alla Regione? Perché il patrimonio catastale appartiene alla Regione Liguria, e non già al Comune di Cairo Montenotte, che contribuì sì, ma solo in parte minore, al loro acquisto, ma che oggi appartengono alla Regione, quindi a tutti i liguri.

Il fatto che secondo l’istitutiva legge regionale interventi di tal fatta si possano conciliare in quanto considerati “selviculturali” è semplicemente prova che i legislatori regionali che a suo tempo istituirono la Riserva non avevano ben compreso il significato internazionalmente conosciuto di Riserva Naturale. E ciò non fa onore né alla loro linea politica, né al nostro Paese!

La Legge è infatti contradditoria, perché, se nelle finalità istituzionali, si parla di “conservare e valorizzare il patrimonio naturale costituito, in particolare, dalle risorse forestali (…)”, poi nell’articolo che dovrebbe prevedere i vincoli, si stabilisce che è sì tutto vietato ma… fatto salvo quello che è consentito: la negazione del concetto stesso di Riserva Naturale! Ovvero, tutto quello che è vietato, è anche consentito! Se in una proprietà della Regione si stabilisce che non si possono aprire strade o danneggiare la vegetazione che solo la Regione può avere interesse a fare, che senso ha poi stabilire che in realtà tutto questo può farsi qualora “autorizzato”? E’ una cosa RIDICOLA! Prova dell’insipienza dei legislatori! Per chi vale il divieto, se poi lo si scavalca con un’autorizzazione? Tanto valeva scrivere che nella Riserva Nature si possono aprire strade e tagliare i boschi come in una qualsiasi area NON PROTETTA!

In ogni modo, si ricorda che ricadendo la Riserva anche in un SIC, prima di ogni intervento o anche indizione di appalti, è necessaria una procedura di VIA, e che trattandosi di boschi appartenenti alla Regione Liguria e avente la Riserva Naturale una finalità di conservazione naturalistica (e non economicistica!), la necessità di interventi dovranno prevedersi SOLO per la sentieristica, ovvero per le ristrette fasce dei sentieri e SOLO per i due o tre itinerari ufficialmente aperti al pubblico.

In quanto alla gestione dalla Cascina Miera, ex “Centro Ecologico” al servizio della Riserva, ribadiamo la nostra proposta già avanzata in altre missive: se la si vuole trasformare in un albergo/ristorante, tanto vale che la si estrometta dalla Riserva affinché ogni opera gestionale non debba venire a contrastare con la stessa. Non sarà un atto onorevole per la Regione, ma se non altro metterà il Comune in condizione di gestirla liberamente per i fini economico-commerciali a cui la si vorrebbe adibire!

Per concludere, nella Riserva Regionale dell’Adelasia sta per succedere quello che non è mai successo in nessuna Riserva Naturale del mondo; un precedente che solo l’Italia poteva pensare di concretizzare. In Europa, in Amazonia, in Siberia, in Alaska, negli USA dagli Appalachi alle Montagne Rocciose, i boschi e gli alberi delle aree protette istituite su pubbliche proprietà cadono, muoiono, bruciano, si schiantano, ma finiscono sempre per restare al suolo a creare altro humus per il rinnovo della terra. In Italia NO. E’ ritenuto uno scandalo. Però poi prendiamo l’aereo e andiamo a vistare Yellowstone o la Sierra Nevada, dove questo accade, perché i boschi là sono abbandonati alle leggi della natura; poi ritorniamo considerandoli belli! Questa è l’Italia!

Non ci resta che diffondere a livello nazionale ed anche europeo, quanto si sta per verificare nell’ambito della Riserva dell’Adelasia, ai danni del suo aspetto naturale e della conservazione di habitat e biodiversità.

Con l’augurio che né il Sindaco di Cairo Montenotte, né il Presidente della Regione Liguria vadano mai a visitare il Parco Nazionale di Yellowstone; e, qualora decidessero di farlo, si vergognino poi per quello che hanno consentito di fare all’Adelasia.

Una Riserva di Natura trasformata in mera merce di consumo e sfruttamento!

Murialdo, 12 Marzo 2018
Franco Zunino Segretario Generale Associazione Italiana Wilderness