Oggetto: 
ANIMALISTI E LUPI 

Ogni specie animale merita protezione, almeno fino a quando è, o a rischio di estinzione secondo le regole che stabiliscono gli Stati, o perché l’eccessiva presenza dei loro individui arreca danni economici e/o ambientali tali da spingere la Società ad intervenire a propria difesa ed a difesa degli interessi dei propri cittadini.

Oggi come oggi, non esiste al mondo alcuna Nazione con presenza di popolazioni di lupi, dove le rispettive Società e Governi non abbiano deciso una loro riduzione secondo le regole da loro stabilite sulla base delle suddette ragioni. Solo l’Italia non lo sta facendo. O gli italiani sono i più saggi, i più intelligenti, i più corretti… o i più fessi!

Da quando, dopo anni di dibattiti e dopo milioni di Euro pagati a rimborso dei danni arrecati dai lupi da parte dei vari governi regionali, e di quelli MAI pagati e sobbarcatisi dagli allevatori costretti, loro, a sovvenzionare per TUTTI la tutela del valore sociale della biodiversità, secondo un’ipocrita principio tipicamente italiano ed europeo (vedasi il sistema politico, falsamente democratico!), il Ministero dell’Ambiente, supportato da tecnici faunistici non certo di primo pelo, ha deciso che sì, è giunto il momento che anche in Italia l’autorità provveda ad una riduzione dei branchi di lupi. Oggi sono stimati circa 1.800 individui, ma i lupi sono in realtà molte migliaia di più; come sono sempre stati da quando se ne calcolava l’annuale presenza (mai veramente contati, ma solo stimati più sulla base del desiderio che non fossero quelli che risultavano veramente – ovvero, stimando in negativo – che sulla loro reale consistenza!). Il sottoscritto al 2010 aveva già calcolato – non stimato, ma calcolato, dati alla mano! – una presenza non inferiore ai 4.000 lupi: stima MAI smentita da autorità e studiosi, pur essendo stati più volte sfidati a farlo!

Oggi che finalmente gli studiosi (almeno i più seri) e le autorità hanno deciso di intervenire, sebbene con una quota ridicola (5% come massimo!), tanto per dire che anche l’Italia lo sta facendo, ecco che gli animalisti si mettono di traverso. E’ il caso di far presente che tra i peggiori nemici dell’ambiente e della sua conservazione, ci sono sempre stati anche e proprio gli animalisti, in tutto il mondo! Tanto solerti nel difendere gli animali, quanto assenti nella tutela di ambiente e territori naturali dove gli animali dovrebbero vivere. Per loro, l’importante è sempre stato il fatto che vi siano tanti animali: se poi a spasso tra case, strade e paesi anziché in Natura, per loro è la stessa cosa; anzi, più sono domestici più piacciono! Se però agli amati cavalli e gatti tagliano le palle per renderli mansueti o si uccidono altri animali per farli campare meglio, non fa nulla: lo si fa per amore. Loro più saggi ed intelligenti del Dio che ha creato la vita! Ma guai uccidere un lupo!

Non per nulla anche tra Piemonte e Liguria, dove vive la popolazione di lupo più “domestica” del mondo (ovvio, hanno origini antropiche: leggasi introduzioni mai autorizzate) che, proprio per rispetto al principio della biodiversità, andrebbero eliminati (non necessariamente uccidendoli, se proprio non si vuole), gli animalisti si stanno scatenando a loro difesa. L’AIW spera nella saggezza delle autorità. E si augura che non siano i “brambillesi”, i “mainardesi”, i “prateesi, i tassesi”, i “graziolesi” ed i “marainesi” a vincere! Ci perderebbe il VERO Lupo italiano (Canis lupus italicus) e la stessa democrazia (ovviamente, solo quella veramente liberale)!

Data pubbl.: 
30/01/2017
 
 
 
 
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